Soulsavers

The Light The Dead See

2012 (Mute) | dark-rock, folk-rock

Per inquadrare nella maniera più completa il quarto album dei Soulsavers occorre specificare fin da subito chi si cela dietro questo moniker: Rich Machin e Ian Glover sono due remixer e produttori, i cui restyling si caratterizzano nella maggioranza dei casi per un sound elettronico lento e ipnotico, non distante da quello propostoci dagli alfieri del trip-hop.
Poi, ogni tanto, i due si divertono a chiamare a sé uno o più grossi nomi e improvvisarsi compositori, concentrando molto spesso le loro attenzioni nella creazione di un ambiente che sia il più comodo e accogliente possibile per la star di turno. Per i primi tre lavori la suite era stata regalata a Mark Lanegan, con risultati buoni (il precedente "Broken") e altri meno convincenti ("It's Not How Far You Fall, It's The Way You Land").

Per questo nuovo disco, il duo sceglie di cambiare, e invita alla propria corte niente meno che Dave Gahan, frontman dei Depeche Mode e già di recente concessosi ospite per alcuni progetti, tra cui l'ambizioso Mirror. Inevitabile assistere dunque a un ennesimo cambio di tappezzeria: le nuove sonorità sono le migliori sulle quali lasciare che la guest star adagi la sua profonda voce, più d'una volta "assistita" anche da qualche coro silenziosamente memore di Martin Gore.
Lunghe ed espansive liturgie d'archi avvolgenti, a tratti più dark, ad altri melodici e quasi malinconici: non siamo troppo distanti dai lidi dei Depeche Mode meno spigolosi o di "Paper Monsters" del Gahan solista, con la differenza che qui il ruolo precedentemente giocato dall'elettronica viene invece affidato al calore di violini e violoncelli. Da questi ultimi prendono vita canzoni che giocano sulla suggestione e sull'atmosfera gran parte delle loro carte, forti e consapevoli di non essere prodotti dell'ispirazione di due compositori, ma degli intenti di due musicofili.

La formula funziona alla grande nella prima metà dell'album: introdotta dal sublime e oscuro strumentale "La Ribera", apparente estratto di una colonna sonora di Nyman, arriva "In The Morning", nella quale Gahan appare quasi all'improvviso producendosi, in mezzo a orpelli stratificati di violini e chitarre, in una delle sue migliori performance vocali degli ultimi tempi, riuscendo almeno al primo ascolto a far sussultare non poco. E' poi il turno di "Longest Day", forse il pezzo forte dell'intero lotto, marcia minimale scandita dal pianoforte nella strofa che esplode nel crescendo del ritornello, riuscendo a colpire in pieno cuore. Anche la successiva "Presence Of God" mantiene altissima la tensione emotiva, con il cantato disperato di Dave a sfondare la coltre orchestrale che lo circonda.

A chiudere la "metà buona" lo spensierato e leggero canto di "Just Try", virata verso lidi paradisiaci che pare suonare come un saluto prima di una lunga assenza. Questa prima, bellissima metà del lavoro, se avesse composto un Ep per conto suo, avrebbe potuto sfiorare senza problemi l'eccellenza. Ma ecco che già da "Gone Too Far" l'atmosfera crolla, la noia inizia a regnare incontrastata e il comun denominatore dei brani diviene il loro essere asettici e incolori. La breve, riluttanza orchestrale di "Point Sur Pt 1" precede l'ultimo bell'episodio del disco: "Take Me Back Home", una toccante litania quasi gospel rovinata però da un interminabile finale a cappella.
Poi, il baratro, nel poker che chiude il disco: non un singolo brano che evochi qualcosa, che susciti una sensazione: "Bitterman" vorrebbe essere un'inquieta e oppressiva camminata dark e invece è più insapore dell'acqua calda, "I Can't Stay" - di nuovo i coretti a-là-Gore e voci femminili! - è una copia brutta, sciupata e scialba di "Longest Day", "Take" vorrebbe essere una freccia che va a colpire nel profondo e invece non oltrepassa il suo ammorbante incedere pianistico e l'ultima "Tonight" conclude le danze in un pop melodico totalmente scontato e fuori luogo.

Classico esempio di disco a luci e ombre, "The Light The Dead See" conferma l'abilità dei Soulsavers nell'arredare le stanze da affittare ai propri ospiti, nonché il loro status di artigiani del suono e meticolosi ricercatori. Quel che invece funziona a corrente alternata è, di nuovo, il cuore: quando ce n'è escono gemme preziose, quando manca rovinose cadute.

(17/08/2012)

  • Tracklist
  1. La Ribera
  2. In The Morning
  3. Longest Day
  4. Presence Of God
  5. Just Try
  6. Gone Too Far
  7. Point Sur Pt. 1
  8. Take Me Back Home
  9. Bitterman
  10. I Can't Stay
  11. Take
  12. Tonight
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