Syd Arthur

On And On

2012 (Dawn Chorus) | progressive pop

Questa è buffa. Ci siamo abituati, da un decennio a questa parte, alla ripresa dei generi più astrusi della storia del rock; eppure il peculiare "ripescaggio" condotto dai Canterburiani Syd Arthur giunge del tutto a sorpresa.
Io quantomeno non avevo mai sentito nessuno, nemmeno i più enciclopedici neoprogghettari, rifarsi anziché ai classici del prog ai loro immediati predecessori, quella compagine disordinata di formazioni proto-prog sorte a cavallo fra Sessanta e Settanta tra cui figurano East of Eden, Catapilla, High Tide, Raw Material, Jan Dukes De Grey.

E invece, questo "On And On" sembra proprio legato a doppio filo a quelle band e a quell'era, nella cui musica non era ancora tracciata la linea di confine - oggi per noi del tutto naturale - tra folk elettrico, pop barocco, jazz/blues, hard-rock e progressive rock.
Sia chiaro: non è puro e semplice revival. I Syd Arthur suonano limpidi e coesi come all'epoca sarebbe stato impossibile suonare, han saputo andare al cuore di quell'idea musicale sfrondandola da ogni goffaggine e ampollosità, ne hanno scoperto una vitalità di fondo che solo apparentemente era sottoprodotto dell'ingenuità di allora.

Con leggerezza, passione e raro senso della misura, "On And On" dispiega dunque violino e chitarre gracchianti in dieci gemme vintage-pop dal gusto solare e donovaniano. I tempi dispari abbondano, qua e là sbucano un pizzico di bossa o un poco di Radiohead (saranno le progressioni decisamente jazzistiche della chitarra?), ma mai una volta si ha la sensazione che sia l'esibizionismo a condurre le danze.
Protagonisti del disco sono invece, sempre e comunque, fantasia melodica e amore per il pop. Centrifugo, scompigliato, retrò, ma pur sempre pop. E di gran classe.

(10/10/2012)

  • Tracklist
  1. First Difference
  2. Edge Of The Earth
  3. Ode To The Summer
  4. Dorothy
  5. Truth Seeker
  6. Night Shaped Light
  7. Promise Me
  8. Black Wave
  9. Moving World
  10. Paradise Lost
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