Tracey Thorn

Tinsel & Lights

2012 (Strange Feeling Records/Pias-Self) | songwriter, folk

Da una vita avrebbe voluto cantare in un disco capace di evocare attraverso la musica tutti i colori, gli umori, i profumi e le sensazioni dolci/amare del suo inverno: il Natale, naturalmente, ma senza anziani vestiti di rosso, senza renne o fastidiosi campanellini. Nessuna cartolina da spot pubblicitario. Piuttosto il freddo interiore e atmosferico di una stagione, di un anno intero che sta per volare via e lascia sempre addosso quello strano, avvolgente senso di attesa e grandi aspettative, puntualmente tradite. E poi la neve, che cade imbiancando le cime degli alberi nei parchi, il becco delle papere nei laghi ghiacciati, l’asfalto dei viali notturni illuminati a festa, mentre tutti sembrano là fuori e tu vedi arrivare gli invitati dalla finestra dell’ultimo piano, quando ancora ogni cosa è possibile.
E’ questo il nostalgico "sabato del villaggio" rievocato dalla cantautrice inglese Tracey Thorn, il disco natalizio che voleva e che finalmente ha inciso, il regalo migliore per i suoi cinquant’anni. Gli intenditori ricorderanno certamente la sua voce soul, così languida, elegante, raffinata: prima con il post-punk delle Marine Girls e, soprattutto, al fianco di Ben Watt nel benemerito duo folk/elettronico Everything But The Girl; poi da artista solista, pochi dischi ma interessanti, inframezzati da collaborazioni di lusso (Style Council; Go-Betweens, Working Week) tra le quali spicca quella con i Massive Attack, ai tempi d’oro del trip-hop.

"Tinsel & Lights", suo quarto album in proprio, è una collezione di dieci cover, impreziosita da due brani originali. Ed è un disco, va detto subito, da ascoltare tutto l’anno, proprio perché privo di tutta la stucchevole retorica presente nelle uscite a tema natalizio (azzeccata e strategica in questo senso l’idea di mandarlo nei negozi con largo anticipo, così da distinguerlo dagli scaffali infarciti di Mariah Carey, Michael Bublé e Rod Stewart). La scelta del repertorio da reinterpretare non è stata affatto banale, né tantomeno scontata: l’unico autentico standard festivo, un classico da titoli di coda, è "Have Yourself A Merry Little Christmas", immortalata da Frank Sinatra negli anni Cinquanta e ripresa con nuovo tocco femminile.
Tutto ciò che segue e precede è un’eclettica, originalissima alternanza di tributi ad artisti amati dalla Thorn, ben bilanciata tra passato e presente.

Il pianoforte, le tastiere, una chitarra elettrica composta, la sezione ritmica mai ingombrante, giusto un accenno di elettronica in chiusura: questa l’architettura sonora di un album che non strepita cercando il classico coro collettivo da panettone, che non ha nessuna intenzione di suggerire o manipolare le emozioni dell’ascoltatore. Al contrario: il tono quieto, intimista di "Tinsel & Lights" profuma di confidenza individuale: è come se pregasse affinché un fiocco di quelle magiche emozioni, di quelle romantiche illusioni dicembrine, possa tenerci compagnia in ogni altro giorno dell’anno che verrà. Preghiera esaudita.

La musa ispiratrice di "Tinsel & Lights" è Joni Mitchell, e a ben vedere non poteva non essere lei il segreto nome tutelare: Tracey e Joni, Londra e Canada, un oceano di distanza eppure la stessa affinità nel chiamare ogni malinconia per nome, il medesimo talento nel declinare gioiose nostalgie sui tasti bianchi e neri, tra le corde di una chitarra. Su disco la Mitchell è omaggiata da "River", struggente e indimenticabile inno estrapolato dal capolavoro "Blue". La rilettura di questo brano basterebbe da sola a convincere l’ascoltatore scettico. Ma non è finita qui.
Già, perché tra i grandi vecchi c’è anche Randy Newman, con la cover di "Snow", mentre "Hard Candy Christmas" arriva dal canzoniere di Dolly Parton, regina del country americano. Non è tuttavia una parata di stelle degli anni Settanta: nel disco sfilano infatti tanti giovani autori del presente, tutti assolutamente meritevoli: Sufjan Stevens, Stephin Merritt, Ron Sexsmith, Jack White e i Low. Ogni palato sembra accontentato.  Arrangiamenti e suoni sono delicati, per lo più acustici.

Non mancano gli archi e i fiati, ma su tutto svetta comunque la sensuale voce della Thorn, valore aggiunto di un lavoro felice, riuscito, di rara caratura artistica.

(27/11/2012)



  • Tracklist
  1. Joy
  2. Hard Candy Christmas
  3. Like a Snowman
  4. Maybe this Christmas
  5. In the Cold, Cold Night
  6. Snow
  7. Snow in the sun
  8. Have yourself a Merry Little Christmas
  9. Tinsel and Lights
  10. River
  11. Taking Down the Tree
  12. Sister Winter
  13. 25th December (ghost track)


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