Francesco Trento

Frazioni Di Viaggio

2012 (Abnegat) | modern classical, post new-age

Dopo gli exploit dei vari Einaudi, Cacciapaglia, Picco e, più di recente, del sopravvalutatissimo Giovanni Allevi, il piano solo di impostazione classica e sguardi new age è tornato a rappresentare una frontiera in grado di unire una reputazione elevata a un sicuro successo sul pubblico più eterogeneo. Se Allevi è probabilmente l'esempio di come la volgare banalizzazione di un linguaggio – se spacciata per personale interpretazione dello stesso e svenduta mediante una buona dose di recita - possa nel Nuovo Millennio ingannare un numero elevatissimo di ignari e creduloni appassionati, personaggi come Einaudi e Picco hanno invece saputo mantenere un equilibrio decisamente invidiabile tra sincerità e basso profilo, riuscendo a coniare una formula in alcuni casi (su tutti “Divenire” del primo) è riuscita a sfiorare la perfezione.

Una formula che ha connotati a dire il vero molto semplici e facilmente riassumibili: trasportare l'applicazione classico-cameristica del pianoforte dritta nelle trame dell'emotività. Luogo, quest'ultimo, dal quale invece Cacciapaglia si è mosso in una direzione votata al legame fra percezioni sensoriali, evocazioni pittoresche e dialoghi filosofici, nobilitando come pochi prima di lui erano riusciti a fare argomenti e tematiche propri spesso della new age più artificiosa. La doverosa premessa è necessaria per indicare la strada sulla quale si colloca Francesco Trento, candidato diretto a divenire erede contemporaneo dei sopracitati.

“Frazioni di viaggio” è un doppio album nel quale il musicista si diletta a compilare dal vivo un diario delle sue esperienze in terra straniera, coinvolgendo sul palco un quartetto di coristi, un bassista, un chitarrista e un percussionista, a cui si aggiungono un laptop e un theremin. Un'orchestra a dir poco futurista, insomma, che riesce però a non esulare mai dai sentieri del cuore, guidata dal pianoforte in un continuo sonoro dal quale è ben difficile selezionare o differenziare i brani. Fra di essi, l'opener di “Osservato”, la passeggiata sinfonica di “Redemption”, il saliscendi di “Rose” e la dolce “Ascensore panoramico” sono gli episodi più riusciti del primo disco, mentre il trittico “Sospiri”-”Scale per la luna”-”Nuvole” rappresenta, assieme all'altrettanto intensa “Primitocchi”, l'apice del secondo.

Il debutto di questo ancora non troppo noto artista lombardo non è certo privo di macchie – riscontrabili soprattutto in un utilizzo forzatamente “esotico” delle percussioni e in alcuni arrangiamenti ancora per certi versi “acerbi” - ma l'evidente spontaneità compositiva delle sue sonate è già di per sé indizio importante e da non trascurare. “Frazioni di viaggio” è in ogni caso uno scrigno da esplorare con curiosità e senza bisogno di sforzi particolari, che riesce a scorrere agevolmente concedendosi a ogni tipologia di ascoltatore. Partendo dal presupposto che la perfezione non esiste e che il suo cammino è appena cominciato, Trento dimostra di avere le carte in regola per farsi più di un semplice nome, mettendo nella sua musica in primis un elemento che troppi ultimamente accantonano: il cuore.

(04/04/2013)



  • Tracklist
Cd1

  1. Osservato
  2. Sincerità = Odio
  3. Bagliori
  4. Concepire la fonte
  5. Notte silente
  6. Redemption
  7. Rose
  8. Notturno #2
  9. Ascensore panoramico
  10. Finalmente a casa (Enea)

Cd2

  1. Sospiri
  2. Scale per la Luna
  3. Notturno #1
  4. Nuvole
  5. Doppia P
  6. Contrazioni
  7. Nel vento
  8. Dolce tortura
  9. Primitocchi
  10. Notturno con alba
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