Meglio non chiedersi, inoltre, che cos'abbia spinto il buon Starr a campionare una tranche consistente di una catechesi pre-natalizia, tratta da una delle trasmissioni della sempre più ubiqua regina della radio-Maria-fonia, e ad affiancarla a un minaccioso proclama nazista, nella fase di missaggio della opening track "Padre Pio non è tucano" - vestita di tutto punto da polverosa b-side dei migliori Suicide.
Meglio non indugiare neppure sui bislacchi messaggi di segreteria inseriti nelle sulfuree "Message Part 1" e "Message Part 2" (quest'ultima impreziosita da un lungo campionamento finale fatto di gemiti da gang bang), ovvero sull'urlo tarzaniano che apre, per l'appunto, l'electro insistente di "Rita ama Tarzan".
Molto meglio dismettere i panni dell'ermeneuta "a tutti i costi", all'inutile ricerca di un "Santo Graal semantico", e abbandonarsi alla morbida lisergia di "Mio zio si fa gli acidi dentro l'armadio" o alla cupezza filmica di "Kill You" e "Tucano Adios! Tucano Adios!", che ricordano da vicino Howard Shore quando lavora per Cronenberg.
Decisamente più sano e soddisfacente è cacciare sudore con la scheggia impazzita "Ufo M Ufo" e sollazzarsi in generale con l'ascolto di questo insalubre "divertissement"(scaricabile gratuitamente su Bandcamp) partorito dalla mente allucinata di quell'ambigua entità zoomorfa che è Tucano.
(19/06/2012)

