Zero Centigrade

Umber

2012 (Observatoire) | modern creative, avantgarde

Tonino Taiuti (chitarre) e Vincenzo De Luce (tromba e elettronica), musicisti d’origine partenopea con un’estrazione colta, plasmano il progetto Zero Centigrade improntandolo all’improvvisazione silente e aleatoria. Dopo un Cd-r omonimo (2008), “I’m Not Like You” (Twilight Luggage, 2010), primo vero disco del duo e loro capolavoro, contiene vaste meditazioni: “A Cold and Grey Summer Day” (8 minuti), espressionismo di gesti minimi e pause che sconfina nel kabuki, spettrale dichiarazione al ralenti di massima rarefazione, che si disfa in pose pienamente non-musicali; la title track, l’inizio della loro direttrice blues, qui autoindulgente quanto l’heavy metal, una parata d’immaginazione di figure honky tonk stentate e una tromba che gracida lugubre in sottofondo, come se il cosmo swing fosse stato maciullato e calpestato; “About David” (8 minuti), quasi happening art, interazione aerodinamica tra interstizi e accordi decomposti, rumore diffuso e rumore indotto; “In the Field” (11 minuti), altra ode al silenzio, ragnatela di corde in sordina e tromba militaresca in lamento monocorde, dalle svariate contorsioni e dilatazioni.

Il secondo album, “Unknown Distances” (Audiotong, 2011), è però frammentario, una collezione di sonate per stridori di sitar in cortocircuito e nuove copiose inserzioni di silenzio con arduo bilanciamento tra slide-blues estremamente deteriorato (come in “Animae”) e improvvisazione per tocchi infinitesimali. Più orientate al raga psichedelico sono le due collaborazioni con la chitarra supplementare di Maurizio Argenziano degli A Spirale (“Black Like a Crow”, 2010, e “Dusty Grass”, 2011). Su compilation (“Archaic Variations - Localization”, 2012) compare invece “Black Rabbit”, un adagio per accordi slabbrati, ronzio di martello pneumatico e silenzio abissale.
Il nuovo “Umber” si dimostra più preciso e appena più musicale, anzitutto in “Broken Slide”, frantumi di sentori armonici, briciole country e impercettibilie granelli elettronici, come degli Starfuckers privi di batteria ma in compenso pregni d’un più alto grado di flirt col silenzio, al limite della purissima ambience. Così “Dead Flowers” è una sordina Miles Davis-iana spolpata in un dialogo dell’assurdo con accordi dissonanti di chitarra e un frastuono inquietante di sottofondo: in pratica, la loro idea di notturno da camera. “Tumble Down” ripete l’incubo di “Broken Slide”, ma con batteria (e percussioni trovate), più densità e suoni ancor più dissonanti, addensandosi in uno stomp per robot guasto zoppicante.

Diverse tracce hanno magia e imprevedibilità di eventi acustici, tanto “Travelling Wave”, sorta di destrutturazione country-blues per sola slide e suoni trovati, quanto “A Strange Season #1”, vortice di urla filtrate, una “Travelling Wave” prima della sua deflagrazione. “City of Motors” è un unisono che dà luogo a tremoli, vibrazioni, sibili, interferenze, tra fantasmi della tromba austera di Jon Hassell, mentre “Reflections” è un blues metafisico di John Fahey irregolare e instabile, con requie di note tenute e tromba spettrale.
Le ultime tracce si concentrano invece su una sola tecnica, rinunciando in parte alle misture delle precedenti: “Blood and Dust” (battimenti industriali), “A Strange Season #2” (ronzio), “Far Horizon” (fingerpicking).

Disco straniante, che trasforma la loro originaria musica spettrale, concettuale, gestuale, in una coinè in forma avanzata, forse una nuova possibile interpretazione della musica rock. Difficile dire cosa vi prevale, se lo spirito d’avanguardia o il blues-jazz latente; se si lascia che le filigrane filtrino sottopelle, rimane un codice con un pungente sottotesto arcaico, scolpito tono per tono dai due strumentisti con una sottile resa sonora di corredo.
Tassello fondamentale della recente scena sperimentale napoletana. Artwork con dipinti realizzati dagli stessi musicisti.

(25/10/2012)

  • Tracklist
  1. Broken Slide
  2. Tumble Down
  3. Dead Flowers
  4. City of Motors
  5. Travelling Wave
  6. A Strange Season #1
  7. Stalk
  8. Reflections
  9. Blood and Dust
  10. A Strange Season #2
  11. Far Horizon
  12. Downwards
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