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The Dawn Of Psychedelia

2013 (El/ Cherry Red) | world-music, jazz, spoken-word

“The Dawn Of Psychedelia” è una raccolta, in due cd, che si prefigge di illustrare a grandi linee gli stili musicali e letterari che nella metà degli anni Sessanta furono influenti sulla cultura psichedelica (non solo quindi sul rock lisergico, ma anche sulla letteratura e sulle arti in generale). L’idea di base è fin troppo ambiziosa e non è da definirsi del tutto riuscita, dato che abbiamo a che fare con un’antologia parecchio discontinua e incostante, seppur non scevra di ottimi brani musicali che ora andremo ad analizzare.

L’intento della El/Cherry Red è senz’altro buono, ovvero quello di fare una panoramica il più possibile organica su ciò che diede i natali della psichedelica. Il problema è che due cd non sono sufficienti a ovviare tutto ciò. Anche il titolo dato alla raccolta è senza dubbio fuorviante, dato che qua dentro, di musica psichedelica propriamente detta, non ve n’è traccia. Alcune cose non c’entrano addirittura nulla, neanche come lontane influenze a posteriori. I brani si dividono tra gradevole jazz esotico (il chitarrista gitano Gabor Szabo qui in coppia con il batterista Chico Hamilton in due sessioni per la Impulse! del 1962), jazz dalle marcate influenze orientali (i flautisti Herbie Mann e Yusef Lateef, qui presenti con due loro cavalli di battaglia, il primo con una lunga versione live del 1961 di “It Ain’t Necessarily So” di Gershwin e il secondo con “The Plum Blossom”, tratto da “Eastern Sounds”).
Non mancano capolavori come “Ancient Aiethopia” di Sun Ra (tratto da “Jazz In Silhouette” del 1958) e una registrazione storica, risalente al 1950, di “Integrales” di Edgar Varese (che davvero non si capisce che c’entri con la psichedelia, anche in senso lato). Ovviamente non potevano mancare i raga tradizionali indiani, eseguiti alla perfezione da illuminati decani come Ravi Shankar, Ali Akbar Khan, Ustad Vilayat Khan e da Sharan Rani (una virtuosa del sarod). Affascinante è il breve frammento tratto dalla celebre “Missa Luba” (1965), il cui “Sanctus” fu inserito nella soundtrack del caposaldo del “free-cinema” inglese “If” (1968) di Lindsay Anderson. L’unico episodio rock è occupato dal gruppo beat strumentale inglese Sounds Incorporated, con il grazioso singolo “Taboo” (1962), quasi in stile “exotica”. L’eccentrico Ken Nordine (oscuro personaggio assai apprezzato da David Thomas) è presente con un suo brano di “spoken jazz”, “Spectrum”  (1960). I brani musicali sono inframezzati da degli stralci parlati, tratti da interviste e dichiarazioni varie, di artisti e intellettuali come Salvador Dalì (che parla dei suoi bizzarri baffi!), Jackson Pollock (con sue considerazioni sull’arte moderna), Alice Toklas (che spiega come preparare un dolce alla marijunana) e Aldous Huxley (con sue considerazioni su droghe lisergiche).

Purtroppo, però, le parole non sono di per sé un fatto del tutto musicale, seppur illuminanti, e alla lunga tediano. La cosa più interessante di questa raccolta, alla fine, è il libretto con il suo piccolo saggio sulla nascita della cultura psichedelica. La compilation è in definitiva da consigliarsi ai soli curiosi.

(11/09/2013)

  • Tracklist

Cd 1

  1. Gabor Szabo - El Toro
  2. Alice B. Tolkas - Recipe For Hashish Fudge
  3. Ustad Ali Akbar Khan - Raga Yaman Kalyan
  4. Aldous Huxley - How Often Have You Taken Mescalin Yourself?
  5. Sounds Inc. - Taboo
  6. Sun Ra - Ancient Aiethopia
  7. Ravi Shankar - Raga Jinjhoti
  8. Hrbie Mann - It Ain’t Necessarily So


Cd 2

  1. Les Troubadours Du Roi Baudoin - Missa Luba – Sanctus
  2. Gabor Szabo - Lady Gabor
  3. Jackson Pollock - Modern Art & Method
  4. Edgar Varese - Integrales
  5. Yusef Lateef - The Plum Blossom
  6. Ustad Vilayat Khan - Raga Miya Ki Malhar
  7. Ken Nordine - Spectrum
  8. Sharan Rani - Raga Kausi-Kanada
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