AUN

Alpha Heaven

2013 (Denovali) | kosmische-ambient

La specialità di Martin Dumais è sempre stata quella di saper traslitterare le proprie emozioni e sensazioni in immagini e visioni, a loro volta condensate con certosina perfezione all'interno dei suoi soundscape. Il suo maggior difetto, probabilmente, la smania di pubblicazione che ha da sempre contraddistinto AUN, ovvero la sua anima in musica, che lo ha portato a produrre anche quattro-cinque album all'anno di inediti fra release ufficiali, Cd-R e limited edition. Ce la siamo posta tante volte, la fatidica domanda: cosa potrebbe succedere se un giorno Martin decidesse di fermarsi, di concentrare tutte le sue attenzioni su un singolo album, di lavorarlo nel dettaglio così da mettere a fuoco in maniera definitiva quell'indiscutibile talento espressivo che la foga ha finito sempre per limitare?

La risposta arriva oggi, a sei anni dal primo disco a nome AUN e “ben” due dopo l'ultimo bollettino sulla lunga durata, quel “Phantom Ghost” che in associazione all'Ep “Full Circle” dell'anno scorso aveva segnato il suo approdo completo nel mondo dell'ambient cosmico, e l'abbandono definitivo dei rimasugli di quell'oscurità rumorosa che aveva contraddistinto le sue prime uscite. “Alpha Heaven” è il capolavoro di AUN e uno dei dischi più belli di ambient music degli ultimi anni, un lavoro che adagia le sue coordinate su una forma sonora tradizionale e vicina almeno in parte alla scuola californiana più aurea, ma che colpisce per l'incredibile capacità di unire l'immagine all'emozione, l'atmosfera alla suggestione, complice anche l'implemento di una compagna d'avventura. Ad affiancare Dumais c'è ora infatti a pieno titolo anche quella Julie Leblanc che da “Black Pyramid” si occupava di fornire la sua voce e che è ora co-protagonista pure in fase di tessitura sonora.

Il risultato è disarmante già dalla distesa catartica dell'iniziale “Koenig”, uno sciame di droni rigogliosi su fondale di synth spiegati, con la voce che sussurra quasi inudibile unendosi al coro, e dalla splendida visione del cielo stellato di “Returna”, uno dei dialoghi fra flussi elettronici più toccanti e sereni di sempre. Leblanc si trova libera di poter ricamare e duettare con le tastiere fra i sinuosi arpeggiatori di “War Is Near”, ma anche di intrecciarsi a ritmi e scintille nella sorprendente “Voyager”, possibile equivalente della forma canzone in un universo parallelo.
L'intermittenza di rintocchi ovattati in stile Tim Hecker che prende forma in “Vulcan” trova il suo fine ultimo nella brulicante ma mansueta eruzione di “Alpa”, altra vetta elevatissima di un lavoro che non cala d'intensità nemmeno nelle briciole languide à-la-Tim Story della brevissima “Peacecalm” a cui spetterebbe il ruolo di spezzare il ritmo. Altrettanto breve è ma decisamente magniloquente è il velato omaggio a Steve Roach di “Viva”, ovvero il deserto Australiano visto dalla Luna, che arriva a essere citata in lingua italiana nell'omonimo e delicatissimo notturno.
A completare il magnifico quadro sono due bonus track presenti solo nell'edizione in cd: il terpore di un sole accennato guida i riverberi di “Flootland”, mentre l'odissea schulziana di “Return To Jupiter” conduce alle porte del sogno sfrecciando alla velocità della luce.

Con “Alpha Heaven”, AUN firma il primo capolavoro ambientale degli anni Dieci. Un disco da scoprire ad ogni ascolto, in grado per mezzo della musica di evocare immagini e sensazioni sempre diverse, con il cosmo issato a comun denominatore. Volendo riprendere una citazione di Sun Ra che lo stesso Dumais ha voluto utilizzare per spiegare la sua “missione musicale”, "Space is the Place!", l'unico luogo impossibile da esplorare per intero e controllare, l'unica fonte inesauribile di mistero e ispirazione. Il luogo per antonomasia di chi vuole continuare a scoprire senza stancarsi di cercare, dunque pure per AUN e la sua musica.

(19/07/2013)

  • Tracklist
  1. Koenig
  2. Returna
  3. War Is Near
  4. Viva
  5. Vulcan
  6. La Luna
  7. Peacecalm
  8. Alpha
  9. Voyager
  10. Floodland (Bonus Track)
  11. Return To Jupiter (Bonus Track)


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