Bruno Bavota Ensemble

La casa sulla luna

2013 (Lizard) | post-new age, modern classical

Bruno Bavota è il nome nuovo dell'area modern classical pianistica del Bel Paese. Forte di una gavetta di tutto rispetto e per certi versi di estremo lusso – è stato membro, fino a pochi mesi fa, della blasonatissima Royal Philarmonic Orchestra, e molte sue composizioni le conosciamo a nostra insaputa grazie a parecchi spot pubblucitari – il giovane napoletano ha trovato quest'anno nella Lizard Records la partner ideale per la pubblicazione del suo secondo prodotto discografico, dopo un "L'amor" passato ingiustamente in sordina. Parliamo di una label che ha ormai da tempo aumentato a dismisura lo spettro di eterogeneità della sua proposta, dopo essere stata per anni uno dei punti di riferimento della scena avant-rock di stampo progressivo in Italia.


“La casa sulla luna” si mostra già dall'artwork come un lavoro giocoso e pieno di brio, ben distante dalla classica malinconia che pervade gran parte delle produzioni pianistiche di stampo modern classical. Ed è in primis tale definizione a stare a dirla tutta piuttosto stretta ad un disco che ricorda semmai da vicino i momenti più luminosi della stagione new age – David Lanz, ma anche Michael Jones – in nove acquerelli di pure serenità.

La cascata vivida di “Amour” apre quindi le danze fra stralci di Michael Gettel introducendo un viaggio all'insegna della semplicità e dell'ottimismo, che vede i suoi apici nella paradisiaca “L'uomo che rubò la Luna” (Cacciapaglia semper docet), nella colata cameristica de “Il dito si muove sul vetro appannato”, nell'exploit romantico di “Cielo blu notte” e nel notturno finale di “Arrivederci signora Luna”, unica concezione ad una malinconia mai così rasserenata. Pochi, invece, i difetti reali in un lavoro la cui unica mancanza è forse quella di una strada “alternativa”, un qualcosa di nuovo e che non appaia già sentito altrove, difficilissimo a onor del vero da trovare in un mondo che fa dell'evocazione e del sentimento i suoi elementi cardine.

Pur non riuscendo a mantenere in tutti e nove i brani il medesimo livello di pathos, “La casa sulla luna” può considerarsi a conti fatti un prodotto genuino e coeso, accessibile più o meno a tutti ed in grado di concedere un ascolto scorrevole e piacevolissimo. E se gli appassionati individureanno in Bavota l'ennesimo nuovo talento in grado di soddisfare appieno le loro aspettative, l'ascoltatore comune potrà lasciarsi condurre in questo universo giocoso e sereno, a patto di accettare sin da subito l'idea di accantonare pensieri e complesse analisi e di abbandonarsi totalmente al puro piacere di un ascolto “semplice”.

(28/04/2013)

  • Tracklist
  1. Amour
  2. L'uomo che rubò la Luna
  3. Il dito si muove sul vetro appannato
  4. C'è un cinema laggiù
  5. Seguimi, amore
  6. Buongiorno, buonanotte
  7. Cielo blu notte
  8. Il sole di Domenica
  9. Arrivederci signora Luna
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