bEEdEEgEE

Sum/One

2013 (4 AD) | hypnagogic, post-dubstep

Fra le uscite dell'ultimo mese dell'anno passate decisamente in sordina e sfavorite da una data infelice per pubblicare c'è sicuramente il primo parto di bEEdEEgEE, a cui non è bastata la firma di un marchio ormai eterogeneo e ultimamente lanciatissimo come 4AD. Dietro questo bizzarro nome non vi è che Brian Degraw, perno di una delle formazioni più chiacchierate degli ultimi anni, i Gang Gang Dance. Se avevamo lasciato questi ultimi alle prese con un'evidente e rinvigorente svolta melodica e con uno sguardo neanche troppo velato alla psichedelia in “Eye Contact”, in un territorio decisamente vicino a quel mondo ritroviamo oggi il tastierista del gruppo nella sua prima escursione in solitario.

“Sum/One” procede dritto senza freni verso quel muro che separava le ultime evoluzioni sintetiche del quartetto dall'universo ipnagogico, abbattendolo e sconfinando senza mezzi termini nello stesso. E a ben pensarci non c'è in realtà nulla di più naturale, essendo stato Degraw il principale artefice, insieme alla vocalist Lizzi Bougastos (qui presente, manco a dirlo, nel cast degli ospiti), della svolta del gruppo, in precedenza molto più affine a trame al confine tra rock d'avanguardia e trancedelia.
E così, questo bizzarro alter ego non fa che mostrare il suo suono spogliato di tribali e chitarre, riempito ovunque di ritmi spezzati, colate melodiche zuccherate al punto giusto, effetti e grovigli, campioni di ogni genere, il tutto condito con un curioso mix di gusto vintage nello stile e interesse per il digitale nella scelta dei suoni.

Stilisticamente, nel vassoio di Degraw finisce un assortimento dai gusti più disparati: synth-pop, psichedelia, house, sogni lucidi, drum'n'bass, inchini al dopo-dubstep, electroclash, e via dicendo con tutta la variabile e lunghissima lista delle componenti possibili di un pastiche ipnagogico nel 2013. Si prenda a primo esempio il brano più bizzarro, ovvero quel “Quantum Poet Riddim” che infila insieme archi sintetici, qualche tribale, marimba, esplosioni fuori tempo e un clima da sci-fi a pochi passi passi da Oneohtrix Point Never: un misto dal gusto pessimo che sfiora mille mondi a velocità sfrenata senza toccarne per davvero nessuno. Dal prologo di “Helium Anchor” non sarebbe stato sbagliato aspettarsi un disco di autentico wonky, qualcosa che Flying Lotus avrebbe potuto tirar fuori se si fosse messo a remixare Kuedo o viceversa, in un discorso contaminato poi da una spinta pop fra i cristalli di “Overlook”.

E invece “(F.U.T.D.) Time Of Waste”, grazie al tocco decisivo di Alexis Taylor degli Hot Chip, è puro electroclash, di quello vecchio stampo tirato a lucido dalle parti degli ADULT., interpretata dalla sempre più richiesta Lovefoxxx, che torna a fare capolino nel malsano synth-pop di “Flowers”. Quest'ultimo è il pezzo più vicino agli ultimi Gang Gang Dance assieme alla bellissima “Like Rain Men”, forte non a caso dei vocalizzi – trattati e amalgamati allo scheletro sonoro – di Bougastos. E se il lungo tappeto di “Empty Vases” chiama Douglas Armour dei Mondo Crescendo a dimostrare che James Blake piace proprio a tutti, “Bricks” concede un giretto nei lidi più hard di un'elettronica ormai entrata in definitiva nel bagaglio stilistico contemporaneo. Tanto da contagiare in maniera massiccia persino un mondo retro' fino al midollo come quello ipnagogico.

E fa riflettere sul loro eccezionale valore il fatto che, sebbene nella figura del solo Degraw, siano di nuovo i Gang Gang Dance, non sazi delle prodezze spartite sui tre album ad oggi all'attivo, a firmare anche questa piccola quanto significativa evoluzione.

(01/01/2014)

  • Tracklist
  1. Helium Anchor
  2. Like Rain Man (feat. Lizzi Bougatsos)
  3. Empty Vases (feat. Douglas Armour)
  4. Overlook
  5. (F.U.T.D.) Time Of Waste (feat Alexis Taylor & Lovefoxxx)
  6. Bricks
  7. Flowers (feat. Lovefoxxx)
  8. (Intellectual Property)
  9. Quantum Poet Riddim
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