Charles Bradley

Victim Of Love

2013 (Daptone) | soul, funky, r'n'b

Charles Bradley non è un nostalgico dei mitici anni 50 e 60, ma è un reale protagonista di un'epoca d’oro per l'r'n'b, che affronta all’età di 64 anni il difficile compito di raccontare alle nuove generazioni la sua passione per il soul. Ascoltando il suo secondo album, “Victim Of Love”, si può dubitare della data di pubblicazione: in effetti il suono molto retrò pesca a piena mani nella musica di Sam & Dave (si ascolti il ritmo a schiocco di dita di “You Put The Flame On It”) o nel trascinante groove alla "Superfly" di Curtis Mayfield (“Where Do We Go From Here”).

Nonostante il ripetersi di cliché e di costruzioni armoniche prevedibili, il pathos e la verve di Bradley sono però più che sufficienti a garantire un ascolto gradevole e a tratti travolgente. Inoltre, il cantante non ha mai nascosto la sua passione per James Brown: il suo stile vocale infatti resta sempre rude e grezzo, ma il nuovo album offre una versatilità stilistica accattivante.
Il fantasma di Otis Redding si aggira dietro l’irresistibile “Strictly Reserved For You” e la sensuale “Let Love Stand A Chance”,  il funky di “Love Bug Blues” evoca i primi Temptations, mentre “Confusion” accoglie le evoluzioni ritmiche di George Clinton.
Ricco e stimolante, l’album non conosce pertanto momenti di pausa emotiva e le canzoni possiedono tutte le qualità per essere dei lost-classic.

Quello che bisogna comunque evitare, durante l’ascolto di “Victim Of Love”, è il confronto col passato. Charles ripropone uno stile senza alterarne i contenuti e i suoni: non vi è nessuna ibridazione negli arrangiamenti o nella struttura strumentale e vocale, e canzoni come “Cying In The Chapel”, “Through The Storm” e “Hurricane” hanno una purezza dal fascino acronico.
Il nuovo album di Charles Bradley testimonia quindi una buona vitalità artistica e le undici canzoni in esso contenute rinnovano con classe le migliori vibrazioni della soul music. Il tono gutturale della voce e la produzione grezza possono risultare poco accattivanti per una generazione affascinata dalla maestosità della tecnologia, ma quello che rende amabile il secondo album del cantante statunitense è la sua autenticità stilistica.

Non è un'operazione nostalgica quella che anima “Victim Of Love”, ma una lezione di stile e di passione che non può lasciare indifferenti.

(04/04/2013)



  • Tracklist
  1. Strictly Reserved For You
  2. You Put The Flame On It
  3. Let Love Stand A Chance
  4. Victim Of Love
  5. Love Bug Blues
  6. Dusty Blue
  7. Confusion
  8. Where Do We Go From Here
  9. Crying In The Chapel
  10. Hurricane
  11. Through The Storm
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