Diana

Perpetual Surrender

2013 (Jagjaguwar) | sophisti-pop

I Diana sono un quartetto canadese di stanza a Toronto, autore in questo esordio “Perpetual Surrender” di un chamber-pop dai palesi richiami retromaniaci 80’s. Tutto, dai synth soffusi alla morbida vocalità femminile, dai suoni ovattati della batteria ai solo di sassofono, ci porta indietro nel tempo, ai patinati Ottanta, per un omaggio a una decade ancor prima che a un genere.
Il gruppo è stato fondato da Joseph Shabason, già sassofono nell’ottimo “Kaputt” di Destroyer, assieme a membri degli Hidden Cameras e da Carmen Elle, componente femminile del duo Army Girls.

Otto brani dall’andamento controllato, melodie dilatate che fanno il verso a Cocteau Twins e Roxy Music, per un disco che risulta molto meno dancey rispetto alle prime avvisaglie, generate dal rilascio del singolo “Born Again”. I temi di questa resa continua sono i soliti di sempre, l’amore e la nostalgia (“We were blind to all the ways/ we sat and watched it fade away/ so let it be/ let it go”, canta Carmen Elle in “That Feeling”) e trovano il loro sfogo in veri e propri momenti di lussuria musicale - la chitarra conclusiva dell’iniziale “Foreign Installation”, piuttosto che l’ondeggiare morbido del sassofono della title track.

L’accoppiata “Anna”-“Born Again” è la più votata al movimento: la prima si espande su tappeti di synth, per poi implodere in una parte centrale più scura e psichedelica e rivedere la luce successivamente grazie al beat imperterrito della drum machine. La seconda rappresenta il punto più alto di questa produzione: un crescendo continuo, synth soffusi iniziali, giro di basso ridotto all’essenziale, luccicanti effetti di drum machine e assolo conclusivo di sassofono a rendere il brano davvero indimenticabile.

Alla fine dei conti, “Perpetual Surrender” risulta essere un disco ben confezionato, con una giusta alternanza fra brani dreamy e attimi pop, con una nota di merito per la grande prova di Carmen Elle. Peccato si spenga completamente dopo “Born Again”, non riuscendo a regalare una conclusione efficace al discorso intrapreso.

(23/10/2013)



  • Tracklist
  1. Foreign Installation
  2. That Feeling
  3. Perpetual Surrender
  4. Strange Attraction
  5. Anna
  6. Born Again
  7. New House
  8. Curtains


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