Disclosure

Settle

2013 (PMR Records) | house

Una cosa è certa, le strategie di marketing che son ruotate intorno ai Disclosure si son mosse in maniera impeccabile. I due fratelli hanno messo in campo le loro hit a far da testa d'ariete per la conquista del mercato, ma son stati attenti a non vendersi come nuovo fenomeno musicale di massa (come invece era successo tre anni fa per James Blake). Si son guadagnati la fama di nome del momento tra i clubbers e gli elettrofili di tutto il mondo, ma han saputo evitare che quello stesso nome diventasse il classico tam tam fastidioso che fa la spola tra magazine e blog. Un senso della misura che paga, visto che l'album arriva ora su un terreno perfettamente fertile, dove tutti han sentito parlare di loro ma nessuno può lamentarsi di eccessiva esposizione o overhype. E l'effetto per certi versi è sorprendente: nonostante siano additati come il vero fenomeno dance da classifica di oggi, è difficile negare come siano riusciti a mettere d'accordo tutti, dal frequentatore dei club underground all'hipster raffinato aperto alle novità elettroniche.

In un periodo di gran forma per la house, dove label ed eventi van spingendo sempre più in questa direzione e nomi come Julio Bashmore, Dusky o Bicep son sempre più chiacchierati, i Disclosure sono fondamentalmente l'act venuto fuori al posto giusto (la scena Uk) nel momento giusto (coi fermenti funky di alcuni anni fa ormai in pieno declino). La solidità strutturale dietro al loro sound ne ha fatto i leader di questa nuova onda e non a caso si è fatto tanto il parallelo con la garage, che storicamente per la house ha rappresentato sia l'alternativa di peso che il suo risvolto pop più efficace. Ma occhio, perché leggere quest'ondata house solo come un garage revival non sarebbe corretto: quasi tutti i pezzi di "Settle", dalla forza dritta in apertura di "When A Fire Starts To Burn" alle energie fresche delle collaborazioni con Jamie Woon ("January") e Jessie Ware ("Confess To Me"), mantengono un'identità house fiera e marcata, che non intende rinunciare alla propria riconoscibilità. L'immagine popular alla storia house non è mai mancata, in un filo conduttore virtuale che negli anni ha toccato episodi come l'Armand Van Helden di "You Don't Know Me", il Wiley di "Wearing My Rolex" o i GusGus di "Hold You", e fa un bell'effetto immaginare tutte queste anime del passato convivere armonicamente nel background dietro a questo album.

Vero è, invece, che con questo assetto i Disclosure di oggi rappresentano pienamente ciò che una decina d'anni fa, all'apice del 2-step garage, furono gli Artful Dodger: stesso appeal da primo impatto, stessa centralità della parte cantata e stessa irreprensibile passione per i groove. L'efficacia di una "Latch" su Mtv è la stessa che fu allora per "Movin' Too Fast" e in questo senso i fratelli Lawrence son stati bravissimi a non perdersi in chimere di innovazione e desideri di stupire. Al contrario, l'album resta fedele alla propria immagine dalla prima all'ultima traccia e suona esattamente come ci si aspetterebbe da chi s'è fatto spazio sulla scena con singoli come "White Noise" e "You & Me": fresco, giovane e diretto, pensato per ottenere popolarità su tutti i fronti e orgoglioso di non inserire nessuna invenzione o sperimentazione nella formula perché, diciamolo, a volte non serve inventarsi nulla. Un grande album è anche quello che mette ogni tassello al posto giusto e segue senza deviazioni il percorso pensato per esso. Il primo favorito come disco dance dell'anno è sceso in campo, ora la palla passa a Maya Jane Coles.

(02/06/2013)

  • Tracklist
  1. Intro
  2. When a Fire Starts to Burn
  3. Latch (feat. Sam Smith)
  4. F for You
  5. White Noise (feat. AlunaGeorge)
  6. Defeated No More (feat. Ed Macfarlane)
  7. Stimulation
  8. Voices (feat. Sasha Keable)
  9. Second Chance
  10. Grab Her!
  11. You & Me (feat. Eliza Doolittle)
  12. January (feat. Jamie Woon)
  13. Confess to Me (feat. Jessie Ware)
  14. Help Me Lose My Mind (feat. London Grammar)
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