Edwyn Collins

Understated

2013 (AED Records) | rock, soul

Edwyn Collins è innegabilmente una leggenda dell'indie-pop inglese degli ultimi trent'anni. Dalle intuizioni fulminanti (ancor oggi peraltro attualissime) dei primi luminosi singoli degli Orange Juice marchiati Postcard, fino alla clamorosa rinascita commerciale degli anni Novanta (chi non ha fischiettato almeno una volta "A Girl Like You"?), l'edimburghese ha solcato i decenni e il volgere convulso delle mode con eleganza e sorvegliata autonomia, mantenendo un profilo discreto e assolutamente coerente, che non ha mai spezzato il suo patto di fedeltà assoluta nei confronti di un jangle-pop di ascendenza sixties, sapientemente arricchito con sfumature northern soul, blues, spesso anche funky.

Elementi e suggestioni che, in misura variabile, si ritrovano anche nel nuovo "Understated", ottavo lavoro solista, che giunge dopo il bellissimo, a tratti commovente, "Losing Sleep" del 2010, vero e proprio atto di rinascita artistica e umana dopo la grave emorragia cerebrale che colpì Collins nel 2005  (la vicenda della malattia e del lungo percorso di recupero è raccontata in un libro della moglie Grace Maxwell, disponibile anche in traduzione italiana).
"Understated" è una raccolta vibrante di classiche canzoni senza tempo, in cui l'ispirazione collinsiana torna a brillare attraverso la semplicità di melodie leggere e ritornelli dal sapore antico. Un tuffo nel passato di ricordi lontani che non cade mai nella trappola di troppo facili nostalgie. Pur non raggiungendo i picchi compositivi del precedente album (nel quale un gran peso avevano avuto senza dubbio le numerose e autorevolissime collaborazioni), canzoni deliziose come "31 Years", piccolo inno kinksiano, tra le cose più riuscite, "In The Now", "Dilemma", la dolcissima "Carry On, Carry On" o "Baby Jean", sempre in bilico tra mirabili tentazioni Motown e improvvise vampe rock'n'roll, si impongono grazie a una freschissima felicità d'esecuzione, che va di pari passo con arrangiamenti dal gusto piacevolmente vintage, mai piatti o stucchevoli.

Al fondo del disco si agita una forte necessità di introspezione, che non può ovviamente prescindere dall'esperienza della malattia e del faticoso ritorno alla vita e che pure riesce sempre a ritrovare una chiave positiva di riscatto, preziosa, inestimabile. "Understated" rappresenta forse questo nel percorso di Collins: un gesto intimo di riconoscenza verso la vita che resta ancora da vivere, una preghiera privata che nella musica, o, meglio ancora, nel fare musica, descrive la luce irradiante di un senso possibile, ancora vero. Canzoni importanti (massima attenzione ai testi) come "Love's Been Good With Me", "ForSooth" e "It's A Reason" sembrano ripeterci questo. La storia di Collins, così come la nostra, non è ancora finita.

(15/05/2013)

  • Tracklist

1. Dilemma

2. Baby Jean

3. Carry On, Carry On

4. 31 Years

5. It’s A Reason

6. Too Bad

7. Down The Line

8. Forsooth

9. In The Now

10. Understated

11. Love’s Been Good To Me

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