ELIO PETRI - Il Bello e il Cattivo Tempo

2013 (Cura domestica)
cantautorato, indie-rock

Il progetto solista di Emiliano Angelelli si schiude come una crisalide, preparandosi per una realtà organica e poetica nuova e matura. Scomparsa la parentesi del nome -Elio P(e)tri- che lo legava al primo periodo, quello da one man band, è giunta una formaizone completa ad accompagnarlo nella sua nuova opera.


Del debutto di due anni fa (“Non è Morto Nessuno”, Matteite, 2010) ricordiamo un cantautorato amante della parola, e al tempo stesso asciutto e antiretorico, figlio coerente dell’anima giornalistica di Angelelli; in “Il Bello e il Cattivo Tempo”, al contrario, ci svegliamo di fronte a una elegante e raffinata ricchezza di trama, texture preziose, che ci ricordano l’evolversi progressivo di altri esponenti del nuovo cantautorato italiano, come Marco Parente, che “casualmente” è ospite del disco.


Un cantautorato che non ricerca lo stile tradizionale come sua culla naturale, ma gioca su territori mutanti, in bilico tra ambient, loop ipnotici e dissonanti, un rock intimo ed ebefrenico, che lascia spazio a flirt jazzistici.

La opener “Il Disprezzo” nasce in collaborazione con Teho Teardo e si muove seducente su un continuo ciondolare vitreo dissonante, un’atmosfera che riporta alla mente il cielo terso ed elettrico di “Unità di Produzione” dei Csi, per poi dileguarsi in una danza storta di parole e invettive. La sensuale “Mascella” è uno degli episodi più mielosi e ruffiani del disco, ma riesce a compiacere con il suo gusto ironico e leggero; ben diverso da “Vipera” o da “Bruco”, veri cuori sonici dell’opera. Qui l’elettricità si unisce alle parole ben dosate di Emiliano in cerca di una poesia ipnotica e destrutturata, che sappia giocare con fantasiose metafore e, al tempo stesso, scavare dentro un intimismo quotidiano diretto e disilluso. “Ti Farò Soffrire” segue ancora questa strada, ciondolandosi violentemente tra rabbia e malizia.

La fine filologicamente corretta è rappresentata dalla splendida “Capra Astrale”, che riassume il lavoro compositivo di questa nuova veste di Elio Petri: narrazioni sospese e epistolari da isola deserta, trame melodiche di trasparente emotività, un groove che sa trascendere la cerebralità di alcuni passaggi in un pop senza tempo.

Si chiude così un processo narrativo aperto e in continua discussione dentro sé, un discorso rivolto all’esterno e a sé stesso contemporaneamente, senza mai lasciare dietro di sé rigidi limiti o ideologie preconfezionate.



“Il Bello e il Cattivo Tempo” è un disco da leggere davanti alla finestra. Di rara ironia e di intensa costruzione, sa donare riflessioni e scorci mentali senza retoriche inutili: l’ideale per un momento storico ricco di illusioni sarcastiche spacciate per veritiere.

25/02/2013

Tracklist

  1. 1. Il Disprezzo
  2. 2. Mascella
  3. 3. Vipera
  4. 4. Alga
  5. 5. Bruco
  6. 6. Ti Farò Soffrire
  7. 7. Blues
  8. 8. Capra Astrale

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