Franky B aka Cryptic Monkey

Sound Explicit Bassline Anthems

2013 (Black Marigolds/ Eating Standing) | 2-step, dubstep, beats, d'n'b, break-grime

Avete mai sentito parlare di Franky B, altresì detto Cryptic Monkey? Chi scrive, ammettendo la propria ignoranza, confessa sin da subito che se non gli fosse mai stato recapitato a casa il promo di quest'uscita, avrebbe continuato a vivere almeno per ora senza sapere nulla di questo curioso producer napoletano. Rapida ricerca su Google e ti esce che ha vinto il premio di miglior dj-producer italiano al Mei, niente di che, non fosse che questo gli è valso un passaggio su tutti i più importanti brand giornalistici di casa nostra. Doveva essere il suo anno, ma a conti fatti, Mei o non Mei, non è che se ne sia parlato più di tanto. Al punto tale che il promo stesso era finito nel mucchio dei “da recuperare a fine anno”, e lì è rimasto fino a quando una mail mi richiedeva speranzosa un feedback.

Ed eccolo qua, in ultima, a mo' di zampata sul finire dell'anno. “Sound Explicit Bassline Anthems” arriva in busta grossa, di quelle che a fatica si infilano negli scaffali, e l'etichetta di super-calderone da pozione disgustosa ce l'ha affisso in faccia. Disgustosa in senso buono, ovviamente, come può esserlo, che so, un hamburger del McDonald, di quelli che se pensi a cosa c'è dentro, il voltastomaco si fa insopportabile, ma nel frattempo ogni volta che si può si continua a mangiarli con tanto appetito, magari anche dicendosi “oggi no, l'hai già mangiato ieri”. Tornando alla musica, Franky B o Cryptic Monkey (o Franky B aka Cryptic Monkey, come si firma lui) sembra voler tirare uno sputo in faccia a tutti quelli che “ma in Italia la passione per la Londra di strada non c'è ancora arrivata se non per la tangenziale del trash-mainstream dei vari Skrillex e Kill The Noise, che quella roba l'hanno travisata facendone quanto di meno roadie e più truzzo ci possa essere”.

No, non è così, e Frankie lo urla dando sfogo in diciotto brani a tutto, ma proprio tutto quel che si è generato nel passaggio dal garage al 2-step. Questa scimmia criptica impazzita fa il filo all'asfalto e lo fa a modo suo, all'italiana, senza pretendere di trovarsi a Londra, ma accettando di buon grado e anzi enfatizzando la natura della sua città natale. E invitando a sé, per giunta, una caterva di ospiti di lusso: dalla Famiglia "separata" ai Funky Pushertz, passando per santoni dell'undeground britannico (Deadly Hunt) e non (Monsi Du Six). Ve la siete mai immaginata la brostep mista a reggaetton cantata in dialetto partenopeo da nientemeno che Petra Montecorvino? Ecco a voi “Senza Core”, con risultato sorprendentemente valido. Vi piace e vi manca l'epoca in cui l'estetica jungle contagiava qualsiasi cosa? “Call Rambo” fa per voi, prendendosi il dub che nel profondo Sud piace da sempre e portandolo lì, dove il breakbeat spezza tutto. A Londra si andava pure di acidi, dalle parti di Sheffield: ma anche nel Golfo, a quasi vent'anni da quell'epoca, la “TerraTrema” ancora in uno degli episodi in realtà meno riusciti del lavoro.

Le idee sono valide, i risultati concreti e inattesi. Per una Napoli che incontra Londra, c'è però anche una Londra che contagia Napoli: allora “LikeAnAnimal” è dubstep pura, lussureggiante, “Wo-Fields” un embrione post-garage ancora da farsi 2-step, “I Malandrini” un giretto nel “dopo” di casa Planet Mu, “Iron Bars” un'immersione nel grime, “Over The Wall” un mix in chiave chic di tutto questo, “Bass Diaspora” un inchino al suono Uk nelle sue fattezze basiche. Poi c'è “Far Star”, Alessio Bertallot non è James Blake, ma il tentativo non sfigura, “Hail To The King” l'ultima tempesta con Marcello Coleman a far da tuono.
Ce n'è per tutti i gusti, perfino per chi ama l'house più tradizionale, col finale deep-sci-fi di “The Winter Is Coming... But We Still Dance!”. Diciotto brani e un giretto in quei suoni dove troppi in Italia sembrano non esser mai stati, travolti dal magnetismo del Dio Denaro e della sua esca preferita, il truzzo facile. Disco imperfetto, eterogeneo, estremo, ridondante, affascinante, necessario. E volendo credere che questo sia solo un inizio (in ritardo) del viaggio, Franky B un lungo applauso lo merita tutto.

(31/12/2013)

  • Tracklist
  1. Ostile
  2. LikeAnAnimal (feat. Polo & Kgston)
  3. Senza Core (feat. Pietra Montecorvino)
  4. Wo-Fields
  5. Call Rambo (feat. Funky Pushertz)
  6. Kindly Bloodline (Interlude 1)
  7. I Malandrini (feat. Bop Sinlgayer)
  8. TerraTrema (feat. sha One)
  9. En Francais Dans Le Texte (feat. Monsi Du Six)
  10. Over The Wall (feat. DJ Simi)
  11. They're Watching Us (Interlude 2)
  12. Bass Diaspora
  13. Far Star (feat. Alessio Bertallot)
  14. Iron Bars (feat. Deadly Hunta)
  15. Rise Of The Kaiju
  16. TauroKong (Interlude 3)
  17. Hail To The King (feat. Marcello Coleman)
  18. The Winter Is Coming... But We Still Dance!
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