Golden Grrrls

Golden Grrrls

2013 (Slumberland Records) | indie-pop, punk

C'è un certo alone di naiveté dietro l'esordio dei Golden Grrrls, una spiccata dose d'entusiasmo nelle sue rassicuranti pop songs che sono tutt'altro che delle pop songs. Non c'è politica dietro il nome scelto, non c'è una qualche rivendicazione di diritti "Riot", nessuna denuncia - l'indie-pop non ha mai avuto una valenza direttamente politica a parte una manciata di gruppi inglesi (qualcuno potrebbe ricordare gli Orchids con la loro invettiva alla Poll Tax). C'è invece tanta ironia dietro al nome Golden Grrrls che risulta essere, pur prendendo un'idea dal movimento femminista, una storpiatura di una vecchia serie televisiva americana: The Golden Girls (Cuori senza età).

In realtà il loro nome si adatta benissimo a tutta un'estetica di un movimento che fece delle ritmiche serrate e del dinoccolato shambling-guitar-pop il suo punto di forza. Nato originariamente come progetto lo-fi da cameretta senza alcuna pretesa formale, il terzetto scozzese (guarda un po') si accasa ora sulla storica Slumberland Records per un esordio che trabocca d'epifanie. Eilidh Rodgers, Ruari MacLean e Rachel Aggs, scrivendolo un po' ovunque, si dichiarano assoluti fan di tutto il filone kiwi-pop, citando la Flying Nun (e quindi Chills, Bats, Verlains etc.) tra le loro influenze primarie. Sembra però piuttosto una (furba?) dichiarazione di facciata questa, perché più che l'eclettismo dei gruppi neozelandesi la puntina gira invece sui solchi dei loro padri putativi: Pastels, Vaselines, Soup Dragons e via dicendo. Indie-pop nudo e crudo, pieno di quella dose di punk-rock e d'immediatezza DIY che ha amalgamato poi in coacervi isolati di etichette un'infinità di gruppi a seguire.

Il loro esordio esemplifica dunque l'estetica lo-fi da cui prevengono, il tutto condito da un'alternanza vocale maschile/femminile che ricorda forse un po' troppo i Veronica Falls. Concisione e semplicità sono le parole chiave, entusiasmo e refrain al comune denominatore, con melodie tanto immediate quanto ruvide: un po' Sea Lions (con i quali sono andati proprio in tour) un po' Seapony. E tra l'inesorabile trascorrere del tempo presente e passato ("Take Your Time", "Times Goes Slow", "Paste Tense") i Golden Grrrls sparano dunque una manciata di pezzi killer da capogiro: l'opener praticamente dai graffio power-pop ("New Pop"), l'inno psych-pop "Paul Simon", le crash-pop "Date It" e "Take Your Time" o quella conclusiva "We've Got…" che sembra tanto un rimando alle We've Got a Fuzzbox and We are Gonna Us It - un tentativo (fallimentare?) di trasformare i Jesus and Mary Chain al femminile. Soltanto che i Golden Grrrls di fuzzbox sono assolutamente privi.

Niente fronzoli ed ornamenti, poche emozioni: gli scozzesi pensano a divertirsi e a far divertire. Un disco che replica in modo assolutamente schietto e diretto a quella folta schiera di individui che ritengono l'indie-pop ormai genere bello che morto. I Golden Grrrls alla chiamata rispondono e si fanno trovare prontissimi.

(15/03/2013)



  • Tracklist
  1. New Pop
  2. Past Tense
  3. Paul Simon
  4. Think Of The Ways
  5. Older Today
  6. Take Your Time
  7. Time Goes Slow
  8. Wrld Peace
  9. Never Said Enough
  10. Date It
  11. We've Got...
Golden Grrrls on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.