Irmin Schmidt

Villa Wunderbar - A Selection

2013 (Spoon / Mute) | post-krautrock, experimental, soundtrack, library

Per quanto più ampia di quanto noto alla gran parte del pubblico, la scena musicale che coniò il kraut-rock – ad oggi la massima espressione del rock sperimentale tedesco – aveva la caratteristica di ruotare attorno a figure con ruoli ben definiti, tessere del puzzle intente a ricoprire ciascuna una posizione fondamentale. Così, se i Tangerine Dream erano i portatori/esportatori del Verbo cosmico, i Cluster i ricercatori del suolo lunare, Klaus Schulze l'architetto delle costellazioni e i Neu! i futuristi innamorati delle chitarre, ai Can spettava la parte dei liberi contaminatori, mossi da quella dose di follia seconda solo a quella degli Amon Düül.

Non è quindi un caso che, terminata nel 1979 l'esperienza congiunta del gruppo, i singoli membri abbiano dato vita ciascuno a una carriera solista di stampo completamente diverso: Holger Czukay proseguendo il percorso che dal ramo kosmiche del kraut-rock avrebbe presto portato all'ambient music, Jaki Liebezeit tornando a dedicarsi all'originaria passione per l'improvvisazione e Michael Kraoli offrendo occasionalmente la sua chitarra ad amici e seguaci, prima di scomparire tragicamente ad inizio millennio. Chi ha però tracciato la linea più irregolare e strana è senza dubbio Irmin Schmidt, che a scapito di una manciata di lavori all'insegna di commistioni impensabili, ha preferito gettarsi con piglio surrealista nel mondo delle colonne sonore, divenendo il pupillo di un monumento come Wim Wenders.

Proprio quest'ultimo ha voluto quindi tentare di unire i punti in maniera definitiva, compilando un focus sul percorso di Schmidt che sopperisse alla dispersione dei precedenti tentativi – su tutti i cinque volumi di “Filmmusik”. “Villa Wunderbar” ci giunge così come una sintesi necessaria di una carriera pluriforme e piuttosto difficile da inquadrare: due dischi che vanno alla ricerca di fare il punto rispettivamente sull'esigua produzione autonoma e sul vastissimo assortimento di lavori commissionati dal mondo del cinema. Bizzarria è paradossalmente la parola chiave per inquadrare i “Solo Works” raccolti nel primo atto dell'opera, in grado di passare dal misto superkitsch mix di lieder, synth e valzer di “Impossible Holidays” (rappresentato dalle sincopi di “Le Weekend” e dal tango “Time The Dreamkiller”) per arrivare alle parodie cantautorali di “Musk At Dusk” (l'alienata “Love” e l'allucinato brano che dà il titolo alla raccolta).

C'è spazio anche per tre pezzi registrati al fianco di Jono Podmore aka Kuno (l'oscura e claustrofobica “Burning Straw In Sky”, il tribale quasi d'n'b di “Fledermenschen” e il recente ma ancor più malato incubo di “Kick On The Floods), già ritrovato quest'anno assieme a Liebezeit e a Burnt Friedman nell'ottimo Ep a nome Cyclopean, e per un paio di estratti dall'opera fantasy “Gormenghast”, ovvero un incontro di pessimo gusto fra Stockhausen, il classicismo barocco, la lirica e il jungle. Tutti mondi piuttosto estranei alla dimensione surrealista degli estratti cinematografici collezionati sul secondo disco, decisamente più a fuoco e coerenti nel raccogliere memorie kraut, l'eredita dodecafonica e stralci del jazz più malsano. Qui non mancano invece i momenti di gran classe: su tutti la distesa solenne di “Geisterlied” (da “Ich Werde Immer Bei Euch Sein” di Markus Fischer), i suggestivi estratti atonali da “Palermo Shooting” posti in apertura, la coppia “Rote Erde”-“Es Geht Ein Schnitter” - melancolie dalla serie tv che porta il nome del primo – e la pianistica “Messer Im Kopf”, dall'omonima pellicola di Reinhard Hauff.

In chiusura, Wenders piazza quasi laconicamente due remix di “Alice” e “Last Night Sleep”, i pezzi che i Can al completo donarono a uno dei loro più grandi fan in occasione della reunion del 1989, e che finirono nella soundtrack di “Until The End Of The World”. Un filo, forse l'unico, che unisce le carriere di Schmidt e del gruppo che lo rese famoso, evidenziato in quella che è un'operazione senza pecche, in grado di riassumere alla perfezione una carriera di alti e bassi, da parte di quello che nel quartetto è sempre stato “il folle dei folli”.

N.B. Il voto è una media fra la valutazione all'operazione di raccolta (7,5) e quella al contenuto musicale (6,5).

(19/12/2013)

  • Tracklist
Cd 1: Solo Works

  1. Dreambite
  2. Le Weekend
  3. Rapido De Noir
  4. Love
  5. Villa Wunderbar
  6. Time The Dreamkiller
  7. Burning Straw In Sky
  8. Fledermenschen
  9. Kick On The Floods
  10. Fuchsia's Song - Rainbow Party
  11. Ensemble - Joy
  12. Bêtes De Passage

Cd2: Soundtracks

  1. Flavia Theme
  2. Quattrocanti (Dream Theme IV)
  3. Fresco & Finale (Flavia Theme III & IV)
  4. Zicke Zick
  5. Scheeland
  6. Dangerous
  7. Lied Vom Verschwinden
  8. Geisterlied
  9. Rote Erde (Titel Musik)
  10. Es Geht In Schnitter
  11. Bohemian Step
  12. Roll On Euphrates
  13. Aller Tage Abend Walzer
  14. Messer Im Kopf
  15. Solo
  16. Morning In Berlin
  17. Verdi Prati Valse
  18. Alice - Remix
  19. Last Night Sleep - Remix
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