Marnero

Il Sopravvissuto

2013 (Dischi Bervisti / Sanguedischi / Escape From Today / Mother Ship / V4V / To Lose La Track / Fallo Dischi) | hardcore, rock

Ci sono recensioni che non possono che cominciare dai numeri. È il caso de “Il Sopravvissuto”, terzo disco dei Marnero e secondo di una trilogia dedicata al fallimento (iniziata tre anni fa con “Naufragio Universale”), pubblicato nientemeno che da un pool di sette etichette italiane: vale a dire Dischi Bervisti, Sanguedischi, Escape From Today, Mother Ship Records, V4V Records, To Lose La Track e Fallo Dischi.

Tutto questo per dire che il nuovo album della formazione bolognese, registrato da Bruno Germano, mixato da Valerio Fisik e pubblicato in digital download sul sito ufficiale della band, era preceduto da un'attesa di un certo tipo.
Attesa ben ripagata, in fin dei conti. “Il Sopravvissuto” è un disco hardcore-punk, ma non solo; dietro la patina aggressiva si celano compatte digressioni strumentali, non lontane – nella forma, più che nella sostanza - dalle geometrie dei conterranei Ornaments, dai quali prendono in prestito non tanto la vena spirituale, quanto la rabbia primigenia.

Le otto canzoni, a loro volta suddivise in quattro “quadranti”, compongono un'unica storia, il diario di bordo di un vascello in balia delle onde nel bel mezzo di un oceano. Una folle traversata in compagnia di demoni, Erinni e sirene, o meglio nella solitudine della natura umana, ché in fondo “la vita è il nemico”.
Si affonda e si ritorna a galla, ne “Il Sopravvissuto”, trasportati da onde di varia grandezza. L'hardcore di “Come se non ci fosse un domani” e “(Che non sono mai stato)” ha come contraltare i compatti saliscendi di “Non sono più il ghepardo di una volta”, a cavallo tra doom e post-rock. “Il porto delle illusioni” diviene addirittura sintesi dei diversi moti che si scontrano nel lavoro, caotico soprattutto laddove compare la voce, granitico laddove sono le parti strumentali a esprimere il disagio che sta alla base dell'opera.

Il trittico finale è la parte più riuscita, quella più compatta dell'album: è dalle esplosioni a lampi di “Prologologia”, dalle accelerazioni di “Rotta Irreparabile” e dall'oscura “Zonguldak” che emerge nei secondi finali, come sputato dai flutti, il sopravvissuto, protagonista di una trilogia dalla quale è lecito aspettarsi un gran finale.

(07/08/2013)

  • Tracklist
  1. Come Se Non Ci Fosse Un Domani (Quadrante I)
  2. (Come Infatti Non C'è) (Quadrante I)
  3. Non Sono Più Il Ghepardo Di Una Volta (Quadrante II)
  4. (Che Non Sono Stato Mai) (Quadrante II)
  5. Il Porto Delle Illusioni (Quadrante III)
  6. Progologia (Quadrante III)
  7. Rotta Irreparabile (Quadrante IV)
  8. Zonguldak (Quadrante IV)
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