Mozes And The Firstborn

Mozes And The Firstborn

2013 (Siluh Records) | garage-pop

Una scoperta recente, una recensione improvvisa e di getto. I Mozes And The Firstborn si prendono così, senza particolari pensieri di sorta. Sono olandesi, di Eindhoven; pigliano in prestito gli stivali ammuffiti di Pizzorno, l'acciaio macchiato dei Drenge da Sheffield, i muscoli dei QOTSA, subaffittando garage di proprietà No Age per gentile concessione dei padroni di quel real estate, i Beach Boys che il pop l'hanno trattato con i guanti, ormai una cinquantina di anni fa.

Mozes And The Firstborn è in principio la storia di "emimmigrazione" di Melle Dielesen, frontman, chitarra e voce del quartetto batteria, basso e seconda chitarra; è il racconto di un ragazzo che trova se stesso a Londra, per poi tornare alla base olandese e decidere che il protagonista di quel film d'animazione visto da bambino - "Il principe d'Egitto" - sarebbe diventato il nome della sua band: Dielesen è il Mosè olandese con i suoi primogeniti al seguito.
Debitori di un garage-pop derivativo alla Ty Segall ("What's Wrong Momma", "Party Crasher") e per certi versi di quel "alligatore" di Courtney Taylor dei Dandy Warhols ("Peter Jr.), i Mozes And The Firstborn trasmettono energia nell'esordio omonimo, sèguito di un Ep con data 2011 e titolo "I Got Skills".

Cominciare un disco con "Bloodsucker" o proseguire con "I Got Skills", cioè sfacciati riff di chitarra da primi calli sulle dita e stonate cantilene, potrebbe irritare: prendete fiato, espirate, proseguite. "Seasons" (Drenge zuppi di pop) e "Time's A Headache" (Wolfmother d'Europa) sono egregie rappresentazioni della cassetta degli attrezzi olandese, che perde i pezzi con "Skinny Girl" - ballad edulcorata e scivolosa - recuperandoli invece con "Down With The Band" o "Heaven", psych-pop versione Jackson Scott.
Il resto è un condimento comunque saporito, ma di contorno, che permette all'esordiente band olandese (di supporto a Unknown Mortal Orchestra nel tour europeo, quindi anche in Italia) di alimentare il sottobosco indipendente dei tulipani, come già Jacco Gardner qualche tempo addietro.

(19/11/2013)



  • Tracklist
  1. Bloodsucker
  2. Peter Jr.
  3. What's Wrong Momma
  4. I Got Skills
  5. Seasons
  6. Time's A Headache
  7. Skinny Girl
  8. Heaven
  9. Gimme Some
  10. Down With The Band
  11. Party Crasher
  12. Heaven Reprise
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