Miley Cyrus

Bangerz

2013 (RCA) | pop, r'n'b, hip hop

Alle volte il mondo perde proprio la ragione. Bastano una lingua e un martello, ed ecco il polverone mediatico dell'anno - (extra)musicalmente parlando. Così come il ballo delle debuttanti per i rampolli d'alta società, pure l'entrata nel dorato mondo main$tream per una popstar femmina - ma anche il tentativo per alcune di queste di rimanervi in cresta - deve seguire un certo iter: si mostra un seno, una chiappa o una coscia (o tutt'e tre), si balletta di fronte alla telecamera con occhio languido e broncio da viziosa, e si aggiunge una "firma" distintiva - in questo caso una lingua. Già lo sapevate voi? Bene. Evidentemente, però, in tanti la considerano ancora una novità. In barba alla più agguerrita delle femministe, questa tiritera continua ad andare avanti da decenni e puntualmente non manca di dare i suoi risultati. Che noia. Meriti musicali a parte - che fortunatamente quelli poco hanno a che vedere con lo stacco di coscia - davvero in tanti si sono dimenticati di Cher e Grace Jones, già nude sul finire dei 70? Le gambe di Tina? I seni di Sabrina e Samantha? Paula Abdul in gabbia e l'ombelico di Janet Jackson? La svolta r'n'b di Mariah? Britney sogno erotico barely legal, Christina nel ring, le telecamere voyeuriste in casa della Lopez, Rihanna alla moschea e i finti lesbismi di Katy Perry? E tacciamo ovviamente della Ciccone la quale, per strafare sempre su tutte, come ogni donna alpha che si rispetti, pensò bene di tagliar corto, pubblicando direttamente un book foto(porno)grafico.

A questo giro lo scettro è passato alla ventenne Miley Cyrus, nota per lo più al popolo americano come Hannah Montana, ex-volto pulito della scuderia Disney. Il successo già non le mancava - "Bangerz" è il suo quarto disco (che diventa il nono se contiamo quelli a nome Montana!) - ma per molti, in Europa almeno, è come se fosse un debutto. Inutile menzionare il passato da teen star; basti giusto ricordare che, già dal precedente "Can't Be Tamed" (2010), il suo team (perché qui bisogna sempre parlare al plurale) aveva provato a darle un'immagine più provocante, ottenendo pure un discreto successo. A questo giro però - complici il video di "Wrecking Ball" e la performance agli Mtv Music Video Awards con un malcapitato Robin Thicke usato a mo' di palo - la strategia ha fatto il botto.
Esattamente come per Britney, che fu scolaretta troppo impertinente, lo smacco dell'ex-ragazzina perbene che si "imputtanisce" per le telecamere fa notizia come se non fosse mai accaduto prima. Ecco (ri)scatenarsi le ire - giustificate o meno - del pubblico inorridito, con petizioni, prediche, scomuniche, lettere aperte da Sinead O'Connor e Sufjan Stevens (lui che c'entra, poi?), e una miriade di parodie del famoso video con la palla a invadere la rete come un virus. Ma Miley evidentemente è ben circondata da esperti di marketing, che le avranno suggerito tutti in coro di battere il ferro finché è caldo. Così, questo androgino fuscellino con gli occhioni da Bambi, che in realtà di sexy avrebbe ben poco, ha tirato fuori la lingua (letteralmente!) e si è data a punzecchiare e far spettacolo, trasformandosi nella nemesi di ogni blogger perbenista che si rispetti.

Sapete qual è la cosa buffa in tutto questo? "Bangerz" è il disco mainstream più "carino" e meno volgare pubblicato quest'anno! No, non sto scherzando. Ancora non me ne capacito neanche io, ma posso dirvelo perché, al contrario di molti over 18, mi sono lasciato trasportare un po' troppo dalla curiosità e l'ho ascoltato per davvero. La formula-base è cosa nota: uno stuolo di ospiti (Nelly, Future, Britney Spears, French Montana) e di autori/produttori (Mike WiLL, Dr Luke, P-Nasty, Pharrell e Will.I.Am) a far ripieno, e la collaudata miscela di battiti eurodance innestati alla rinfusa sulle radici della tradizione americana - r'n'b, hip-hop e rassicuranti reminescenze country - che tanto piace al giorno d'oggi. Eppure non si tratta del solito mischione di singoli più riempitivi, come usa adesso tra le dive del suo rango. Ci sono indubbiamente dei brani sul tamarro andante, che contribuiscono a relegare sempre Miley nel mondo dei teenager, soprattutto quando scimmiotta come la maldestra black sista che non è in "Do My Thang" e "Love Money Party", o fa la ragazzaccia in "SMS (Bangerz)" in coppia con una piattissima Britney. Anche le reminescenze college-pop di "Maybe You're Right" lasciano molto a desiderare.

Però, contro ogni aspettativa, appaiono pure diversi brani piuttosto gustosi, quali la saltellante marcetta "4x4", i fischiettii indie-guitar di "#getitright", la grintosa "FU" e le lucidissime sbavature di synth su "Someone Else". Non solo, l'intro "Adore You" presenta una mestizia più tipica di LDR, mentre la stralunata "My Darlin" riprende "Stand By Me" e la filtra attraverso un'allucinazione post-dub (bestemmia per bestemmia, è più "art" questa rivisitazione da sola che l'intera tracklist dell'ultimo della Germanotta). Ma lo stesso tormentone di quest'estate - "We Can't Stop" - non è forse il più malinconico dei party anthem attualmente in circolazione (l'avrebbero potuto scrivere i Fun)? E anche la tanto scandalosa "Wrecking Ball", se ascoltata senza video sotto gli occhi, in realtà è un semplicissimo quanto efficace brano pop, con un ritornello appena più roboante del normale. Decisamente riuscite anche le bonus track, "Rooting For My Baby", in aria quasi folktronica, e il ritmato passo jacksoniano "On My Own".

Sta di fatto che, se si escludono un martello leccato e un po' di twerking in diretta (che poi è davvero poca roba rispetto a ciò che altre hanno fatto in passato), "Bangerz" è un disco molto meno forzato nella ricerca dell'hit del momento, e sonicamente più avventuroso della media dei dischi sul genere. E il merito, va detto, in parte va anche all'interpretazione della stessa Miley che, per avere 20 anni, una voce nella norma e un passato nella Disney, si dimostra sorprendentemente meno bimbominkia di Bieber, ci evita i drammatismi a gola spiegata di Kelly Clarkson, le neurosi di Nicki Minaj, le leziosità di Taylor Swift e quegli atroci sentori religiosi che ogni tanto s'impossessano di Katy Perry quando esce dalla giungla. Ma soprattutto, la ragazza appare fragile e a tratti quasi inquieta, un'immagine che non quadra né con la sboccata linguacciona apparsa sul palco degli Mtv Music Video Awards, né con la vecchia e rassicurante Hannah Montana con chitarra country a tracolla.

Niente cambia il fatto che "Bangerz" sia un prodotto di mercato messo in piedi da un discreto team che l'ha studiato per far presa sui più giovani e vendere bene (come infatti è accaduto). Probabilmente, però, nemmeno nelle più rosee intenzioni dei capi massimi della Rca era stato preventivato di raggiungere tali risultati di esposizione mediatica, e ritrovarsi adesso tra le mani l'ultima gallina dalle uova d'oro che è stata capace, nel giro di 24 ore dalla pubblicazione di un video, di valicare i confini americani invadendo il mondo intero neancheo fosse la Whitney Houston degli anni 80. L'avessero saputo, probabilmente avrebbero infilato qualche singolo spaccaclassifiche in più, e forzato i produttori a smussare tutti quegli spigoli di troppo (proprio quelli che a noi rendono l'ascolto più interessante del previsto!).
Se il mercato va come suo solito, con tutta probabilità già dal prossimo album potremmo assistere a una forzatura dell'immagine di Miley di proporzioni bibliche, e lì vedremo se la ragazza ha stoffa per resistere alla catena di montaggio, oppure crollare come già accaduto alla povera Britney. Per adesso, abbiamo tra le mani lo strano caso di un disco pompato ai limiti dell'antipatia, ma che non è affatto così becero come ci vorrebbe mostrare la copertina alla Miami Vice, e il cui ascolto può risultare a tratti quasi gradevole - ed è più di quanto non si possa dire per molte altre colleghe del suo girone.

(23/11/2013)



  • Tracklist
  1. Adore You
  2. We Can't Sop
  3. SMS (Bangerz)
  4. 4x4
  5. My Darlin
  6. Wrecking Ball
  7. Love Money Party
  8. #Getitright
  9. Drive
  10. FU
  11. Do My Thang
  12. Maybe You're Right
  13. Someone Else
  14. Rooting For My Baby*
  15. On My Own*
  16. Hands In The Air*
*solo nella versione deluxe


Miley Cyrus su OndaRock
Recensioni

MILEY CYRUS

Younger Now

(2017 - RCA)
Il ritorno alle origini della celebre popstar, in una collezione di levigate melodie country-pop

MILEY CYRUS

Miley Cyrus And Her Dead Petz

(2015 - Smiley Miley Inc.)
Un lunghissimo viaggio psych-pop per la popstar, affiancata dai Flaming Lips

Miley Cyrus on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.