Mount Eerie

Live in Bloomington, September 30th, 2011

2013 (P.W. Elverum & Sun) | lo-fi songwriter

Mount Eerie è un'anima in pena, uno spirito bambino che scruta il mondo con occhi spaventati e sbalorditi. Una reincarnazione che dovette necessariamente cambiare nome in seguito all'album eponimo dei Microphones, fondamento di un percorso tutto nuovo nella ricerca musicale e poetica di Phil Elvrum – senza dubbio uno dei più singolari songwriter dell'ultimo decennio.
Questo intimo concerto del 2011 anticipa alcuni brani dell'imminente dittico composto da “Clear Moon” e “Ocean Roar”, e assieme rende conto degli ultimi anni di questo progetto, riproponendo diversi brani dal precedente full-lengthWind's Poem”. Dalla imponente rock-band ricca di suoni stratificati a un set di soli tre elementi: due tastiere e una chitarra ci guidano in questo breve viaggio dove i brani sono come scarnificati, ridotti all'essenza più pura del loro messaggio ancestrale; così come Elvrum non può fare a meno di nominare il cielo o gli astri nei suoi testi, ma senza mai farli sembrare banali, come se ogni volta si rinnovasse in lui la profonda meraviglia nel contemplarli.

If I look
or if I don't look
clouds are always passing over
the place I live.

Le dense parole sovrastano la strumentazione con assoluta limpidezza (la registrazione è frugale ma accorta nel bilanciamento delle parti), uniti alle minime progressioni di accordi delle tastiere che disegnano vaste distese ambientali, come paesaggi stilizzati di un adulto un po' naif. La chitarra leggermente effettata di Phil frammenta lo spazio sonoro o gli fa da collante in modo disinvolto, come nelle pennate pungenti e ostinate di “Between Two Mysteries” o negli arpeggi trasognati di “Ancient Questions”.
Oltre alla formazione insolita, ciò che rende imperdibile questo live è l'accurata selezione dei brani, davvero rappresentativa del discorso che Elvrum sta portando avanti con i suoi sodali. Ed è raro, specie in piena era digitale, trovare una registrazione live che non sia banalmente interlocutoria, atta a intrattenere gli aficionados di lunga data. Nel suo piccolo, questo è uno dei momenti più evocativi che potrete riservarvi quest'anno.

But nothing means nothing
and everything's fleeting
so don't get used to it
I say, look upon the ruins

(30/08/2013)

  • Tracklist
  1. Introduction
  2. House Shape
  3. Between Two Mysteries
  4. Ancient Questions
  5. Karl Blau
  6. No Inside, No Out
  7. The Place I Live
  8. Lone Bell
  9. See Me
  10. Stone’s Ode
  11. The Place Lives
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