Officina Della Camomilla

Senontipiacefalostesso Uno

2013 (Garrincha) | alt-rock

Partiamo con un dato di fatto, pure se qualcuno lo definirebbe un dato perverso: l'Officina della Camomilla non sono affatto un piccolo miracolo di integrità rock. Sono corrotti e corruttibili. O forse sono solo figli di questi anni. E qualcosa ci dice che di questo se ne compiacciano pure. Non a caso il loro primo disco, dopo uno sbandierato successo su YouTube, si chiama “Senontipiacefalostesso Uno”. Già, perché i due deus ex machina Francesco De Leo e Claudio Tarantino sembrano avere già nel cassetto un secondo capitolo che vedrà la luce entro la fine del 2013.
Dicevamo: corrotti e corruttibili. Lo si deduce dagli ammiccamenti all'indie-rock anglofono più conosciuto e conoscibile (i Libertines prima del tracollo, Alex Turner e i suoi progetti paralleli), così come a quello italiano più chiacchierato e chiacchierabile (i soliti noti, compresi i Lo Stato Sociale, compagni d'etichetta, qui al gran completo per la dopata “La Tua Ragazza Non Ascolta i Beat Happening”) e alla moda delle ospitate (almeno una decina, tra cui il solito Nicola Manzan).
Ora, per stabilire se questo sia o meno sintomatico dello spirito del tempo lasciamo che ne passi ancora un po'; nel mentre, premiamo un'altra volta “play”.

A soli vent'anni il debutto ufficiale, eccoli qui. Con l'idea di raccogliere il timone di tutti gli amanti degli ascolti usa-e-getta già orfani di Cani, gatti e quant'altro, per mano del succitato duo pseudo-milanese, a cui si sono aggiunti Marco Amadio, Anna Viganò e Ilaria Baia Curioni. Il disco è stato assemblato, registrato e missato dentro e fuori Bologna e, nonostante sia stato masterizzato a Bristol, sarebbe immaginabile aspettarsi pura routine da giovanotti degli anni Zero. E tant'è.
Variamente influenzato e, allo stesso tempo, riverberante il classico suono mainstrindie messo su di questi tempi, come nel caso di “Città Mostro Di Vestiti” (chi ha detto Dimartino?) e “Dai Graffiti del Mercato Comunale” (chi ha detto Heike Has The Giggles?). Mentre il titolo scelto rimanda di certo più ai conteggi di Dario Brunori che a quelli dei Led Zeppelin. Il tocco è però quello che conta. Il suono ha il respiro tenue del killer seriale, fin dai primi episodi d'attacco. Adolescenziale, sveglio ma anche (o soprattutto) ferito. “Un Fiore Per Coltello” e “Morte Per Colazione”, nelle quali prima i Be Forest vibrano sul songwriting di Vasco Brondi, poi, nella seconda, i Baustelle virano sul cinismo lirico di Dente. E poi parliamo di piccole perle come “Agata Brioches”: gioco in levare di puro paesaggio autunnale inglese.

Infine, tutte le gatte da pelare. In primo luogo perché quanto scritto fin'ora, almeno per qualcuno, potrebbe descrivere dei pregi. Poi perché di soli rimandi e sussidiari non si vive, non ci piove. Perché certi testi lasciano ancora intendere ampi margini di miglioramento, sia per difetto (“Ho Fatto Esplodere il Mio Condominio Di Merda” avrebbe un senso solo con una dedica a Trucebaldazzi) che per eccesso (“Senontipiacefalostesso”). Perché i nuovi arrangiamenti a base di trombe e violoncelli hanno finito per snaturare l’originalità del suono scarno che era proprio dell'Ep del 2010 - un po' come accadde anche a Eugene McGuinness (altro inglese presumibilmente caro ai nostri) tra il primo e il secondo disco.
Ma dovremmo trovare anche un punto di equilibrio, nel mondo discografico in cui viviamo. Del resto, se la gerontocrazia musicale ormai ci ha abbondantemente rotto le scatole e le matricole le castighiamo tutte, di questo passo, cosa ascolteremo? Concludendo, questo è un disco che oscilla pericolosamente tra la stroncatura senza possibilità d'appello e la risicata sufficienza speranzosa di una futura ricompensa. Chi ha orecchie per intendere...

(29/01/2013)

  • Tracklist
  1. Dai Graffiti del Mercato Comunale
  2. Morte per Colazione
  3. La Tua Ragazza Non Ascolta i Beat Happening
  4. Agata Brioches
  5. Un Fiore per Coltello
  6. Città Mostro di Vestiti
  7. Lulù Devi Studiare Marc Augé
  8. Le Mie Pareti Fluorescenti di Nord Africa
  9. La Provincia non è Bella da Fotografare
  10. Ho Fatto Esplodere il mio Condominio di Merda
  11. Pegaso Disco Bar
  12. Ti Porterò a Cena sul Braccio della Ruspa
  13. Senontipiacefalostesso






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