Phoenix

Bankrupt!

2013 (V2) | synth-pop, pop-rock

Il successo può dare alla testa. Si potrebbe ridurre a questa banalissima considerazione la valutazione del nuovo Phoenix, una band evidentemente sommersa dalle aspettative che “Wolfgang Amadeus Phoenix” ha creato verso di loro, tanto da lasciare in stand-by il suo pubblico famelico per ben quattro anni.
Ma che l’ennesima, attesissima “evoluzione” del gruppo di Versailles sia sommergere (appunto) canzoni fragili, inesistenti, sotto spazzate assordanti di synth ed effetti, trattando la melodia come “roba passata” (“Oblique City”) e ambientando il tutto in una riflessione post-moderna (e retrò al tempo stesso) sull’alienazione nell’America di plastica (“Trying To Be Cool”)... Beh, lascia davvero sconfortati.

Addio, insomma, al sublime equilibrio tra composizione chitarristica e post-processing sintetico che rendeva “Wolfgang” moderno ma sostanziale. In certi brani si ha l’impressione che Thomas Mars abbia speso un mese a cercare il sound  giusto per la sua tastiera, ma qualche ora per scrivere il pezzo (la tremenda, insostenibile dinamica di “Don’t”).
L’illusione, in “Bankrupt!”, o, se vogliamo, la furbizia, è credere che per intercettare lo zeitgeist del popolo del pop indipendente - e non - sia sufficiente innestare qualche suono accattivante (un po’ revivalista, un po’ inaudito) su materiale di seconda mano (quanti di questi pezzi sembrano scarti di “Wolfgang”...). Si susseguono così i “tramonti” sintetici del precedente, frammisti a esplosioni sconnesse di synth, con la voce di Mars che arranca per trovare un senso. E, purtroppo, il singolo di lancio “Entertainment”, con il suo tema globalizzato e il suo aspetto più canonico, non fa che confermare, più che smentire, questa impressione.

Di “Bankrupt!” in fondo resta la conclusione che si trae dalle dichiarazioni di Mars sulla gestazione del disco, che pare ispirato alla contaminazione tra arte “alta” e “bassa”. Ecco, l’unico possibile valore di questo disco è tutto lì: dare un appiglio, una giustificazione intellettuale a chi si sente in colpa ad ascoltare roba dichiaratamente trash.

(12/04/2013)



  • Tracklist
  1. Entertainment
  2. The Real Thing
  3. SOS in Bel Air
  4. Trying to Be Cool
  5. Bankrupt!
  6. Drakkar Noir
  7. Chloroform
  8. Don’t
  9. Bourgeois
  10. Oblique City
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