Prefab Sprout

Crimson / Red

2013 (Icebreaker Records) | pop, songwriter

Molti di noi si sono sentiti per un attimo dei Robin Hood, dei ladri innocenti pronti ad essere scusati, quando qualche mese fa abbiamo cercato di catturare nei nostri hard disk le canzoni diffuse all'improvviso da uno sconosciuto account di SoundCloud. Non potevamo credere alle nostre orecchie, e sulle prime avevamo anche il dubbio che a cantare non fosse Paddy McAloon - il genio recluso del pop britannico che, complici le non felici condizioni di salute degli ultimi dieci anni, ci abitua a lunghissimi silenzi e ha accumulato un tesoro inestimabile di canzoni scritte e mai pubblicate, rimaste sulla carta o conservate in provini realizzati con un vecchio computer Atari a floppy disk - ma un suo imitatore. Eppure la voce, infine, era proprio la sua: una voce che incredibilmente non è cambiata per niente, al contrario del suo logorato aspetto fisico, della sua lunga barba e dei suoi eccentrici abiti sgargianti. Non sapevamo nulla delle dieci canzoni che ci siamo ritrovati tra le mani: sono nuove di zecca o provengono dai suoi archivi, come è avvenuto con il lost album "Let's Change The World With Music" pubblicato quattro anni fa e tenuto nel cassetto per diciassette anni? In quale ordine sarebbero state presentate in un disco? E soprattutto, questo disco sarebbe poi uscito?

Che si sia trattato di uno degli incidenti più piacevoli della storia della musica leggera nell'era del 2.0, o di una strategia che sorpassa in furbizia persino quelle dei Radiohead dei tempi più recenti, poco importa. Tom Robinson, cantautore "contro" e co-autore di brani di Elton John e Peter Gabriel e oggi apprezzato speaker radiofonico della BBC, stava quasi per trasmettere per intero questo misterioso album - fortuna che poi ci ha pensato Wendy Smith a fermarlo, assicurandolo che ci sarebbe stata una release ufficiale dopo l'estate. Nel frattempo, "The Devil Came A-Calling" (con dieci brani disposti in ordine alfabetico) è diventato "Crimson/Red": un titolo eccentrico a dir poco, che richiama stranamente "Red" dei King Crimson ma che ha a che fare molto di più con il rosso della passione che con le distantissime sonorità della band di Robert Fripp. Il lavoro più personale di un artista cui è sempre piaciuto parlare d'amore giocando con le parole e inserendo riferimenti letterari, celebrare con orgoglio il pantheon dei maestri del pop cui piace essere accostato e, specialmente in passato, all'occasione giusta anche scatenare qualche polemica frizzantina. Qui Paddy McAloon continua a fare ciò che ha sempre fatto con successo, indossando i panni confortevoli del cantastorie, ma al tempo stesso si racconta più di quanto abbia mai fatto in trent'anni di carriera ("I Trawl The Megahertz", uscito a suo nome, fa storia a sé). Lo fa a modo suo, indugiando in suggestive metafore, partendo dai sogni dell'adolescenza al successo che bussa alla porta e poi se ne va. Thomas Dolby, il produttore delle sue due opere più preziose e celebrate ("Steve McQueen" e "Jordan: The Comeback"), lo ha sempre detto chiaro e tondo - i dischi dei Prefab Sprout sono vere e proprie opere letterarie che andrebbero vendute nei bookshop (e, aggiungiamo, assaporate e analizzate con estrema attenzione). E "Crimson/Red" non fa eccezione.

Nonostante si tratti di un lavoro realizzato in casa, senza l'aiuto di altri musicisti (non c'è traccia neppure del fratello Martin) a causa delle difficoltà dovute agli acufeni, stavolta il tutto riesce a suonare più "vero" rispetto a una semplice raccolta di demo risistemati da Calum Malcolm (musicista e ingegnere del suono già complice dei Blue Nile di Paul Buchanan, degli Orange Juice, dei Deacon Blue e degli It's Immaterial). Paddy McAloon, com'è stato reso noto nelle ultime settimane, era in debito di un album con la sua nuova casa discografica ma in prossimità della deadline si è ritrovato a fare in fretta e furia una cernita di brani lasciati per anni nel cassetto e ad abbandonare, dunque, il nuovo lavoro iniziato da zero. I dieci diamanti grezzi con cui oggi ci vizia sono, dunque, una sorta di personale best of di tutti quei suoi svariati progetti mai conclusi dall'inizio degli anni Novanta in poi, di cui si è tanto fantasticato: sebbene "Crimson/Red" sia stato effettivamente registrato nell'arco di due mesi, accanto a brani nuovi di zecca come "Billy" ci sono recuperi che risalgono anche al 1997 (è il caso, per esempio, di "The Old Magician", composta dall'artista dopo aver compiuto il suo quarantesimo compleanno). "The Songs Of Danny Galway" è un'autentica pagina di diario che ricorda l'incontro con Jimmy Webb, professore del pop a stelle e strisce, con cui duettò dal vivo più di vent'anni fa; nel celebrarlo imita affettuosamente anche le sonorità e la struttura dei classici dell'autore di "MacArthur Park" e "By The Time I Get To Phoenix". "Con le parole dipinge una scena vivida, ti porta in posti in cui non sei mai stato / eppure, ascolti e sei fin pronto a giurare di conoscere quella casa, di aver salito quella scala", ci rivela Paddy sullo "stregone di Wichita" e sull'effetto che provoca l'ascolto della sua musica. Webb potrebbe essere stato indirettamente rievocato anche in "Billy": se non fosse per l'armonica sintetizzata e per il suo incedere country-western (territorio già percorso con l'incerto "The Gunman And Other Stories"), il brano si potrebbe confondere senza alcuna difficoltà nel songbook di un Cole Porter, o di un Burt Bacharach (magari complice un B. J. Thomas imparentato alla lontana, interprete di "Raindrops Keep Falling On My Head", che già cantò di Billy e Sue in una sua canzone negli anni Sessanta), o dell'amato Brian Wilson (non si chiamava forse "The Private Life Of Billy And Sue" un brano dei suoi Beach Boys?), anche se alla fine è più plausibile che la fonte di ispirazione del testo sia il libro "Trumpet" di Billy e Susan Hayes, ambientato a Londra nel primo Ottocento. C'è anche lo spirito di Bob Dylan che aleggia su "Mysterious" e fa amabilmente lo gnorri in "The Devil Came A-Calling", in cui la fama si presenta sventolando un contratto e promettendo potere, benessere e una villa nella Fellatio Drive (a un certo punto il diavolo mostra a un giovane Patrick il mondo, gli getta le chiavi e lo presenta a donne che si inginocchiano davanti a lui), mentre la chitarra languida di "Grief Built The Taj Mahal" tradisce semmai vaghi richiami a David Sylvian e allo Stevie Wonder (ospite dei Prefab Sprout in "Nightingales", nel 1988) di "Visions".

Il cantautore è un ladro di gioielli o siamo noi i furfanti che li abbiamo scaricati avidamente quando li abbiamo rintracciati in rete, con tanto di acquolina in bocca, quelli che l'Interpol sta ricercando a sirene spiegate all'inizio di "The Best Jewel Thief In The World"? Ai posteri l'ardua sentenza. Ciò che conta è che finalmente, dopo tanti anni, McAloon è riuscito a sfornare un altro ritornello che stende al tappeto, una melodia indovinatissima e stavolta diretta, per nulla arzigogolata. Zero fronzoli. Non ci si preoccupi, è perfettamente normale che "The Old Magician" tocchi a tal punto da far lacrimare dalla commozione anche il cuore più duro: il vecchio mago non può che essere Paddy stesso, di fronte a una platea che (lui dice...) non si scalda più. The tired act that no-one loves un tempo produceva colombe, ora i suoi misteri sono una burla e pure la sua assistente (inequivocabilmente si parla di Wendy Smith, ai tempi controcanto femminile e compagna di vita di McAloon) è stanca di essere "segata in due". "Non gli resta che inchinarsi per l'ultima volta, ora ha perso tutte le sue illusioni". Ma siamo sicuri che non ci sia più posto nelle hit parade per il pop classico ed elegiaco dei Prefab Sprout? Il calore dei fan si è fatto sentire eccome, e ha permesso che "Crimson/Red", nei primi due giorni dall'uscita, si piazzasse al secondo posto tra i dischi più acquistati e prenotati su una nota piattaforma internazionale di e-commerce, subito dopo gli Arctic Monkeys. Oggi Paddy è un fiume in piena, provato dalla vita eppure sereno, e parla di sé alla BBC come a Paul Smith dei Maximo Park, arrivando a non escludere di poter tornare un giorno con un album prodotto ancora una volta dal sodale Thomas Dolby. Tutte indiscrezioni che non possono che lasciarci la speranza che questo "Crimson/Red" - che si rivela il disco più consistente e stupefacente dei Prefab Sprout dai tempi di "Jordan: The Comeback" - non sarà affatto il final bow di un prestigiatore che continua, dall'Olimpo dei grandi, a colorare di rosso cremisi anche le nostre giornate più fosche. Ora speriamo solo che il diavolo non si dimentichi di lui e che lo metta alle strette un'altra volta. In fondo Paddy ce l'aveva detto sin dall'inizio, con uno dei suoi primi singoli: the devil has all the best tunes.

(10/10/2013)

  • Tracklist
  1. The Best Jewel Thief In The World 
  2. List of Impossible Things 
  3. Adolescence 
  4. Grief Built The Taj Mahal 
  5. Devil Came A Calling 
  6. Billy 
  7. The Dreamer 
  8. The Songs Of Danny Galway 
  9. The Old Magician 
  10. Mysterious
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