Primal Scream

More Light

2013 (Ignition) | psych-rock, alt-rock

Non tutti sono d’accordo sul percorso assolutamente virtuoso compiuto sin qui dai Primal Scream, alcuni giungono addirittura a disconoscere il ruolo di pietra miliare all’indispensabile “Screamadelica”.
Eppure Bobby Gillespie è uno degli ultimi veri rocker maledetti, di quelli che hanno saputo traghettare il rock-blues di radice rolligstoniana verso lidi elettronicamente modernisti, attraverso lavori di crossover visionario, fra i quali merita di essere citato almeno “XTRMNTR”, paradigmatico in tal senso.
Dopo essere tornati selvaggiamente sulla strada con il sottovalutato “Riot City Bues”, e aver compiuto un mezzo passo falso con il successivo “Beautiful Future”, i Primal Scream riappaiono sulle scene dopo un’assenza di ben cinque anni, la più lunga della propria carriera. E li ritroviamo senza il bassista Mani, impegnato nella reunion degli Stone Roses.

Il sassofono che porta il riff principale nei nove pazzeschi minuti dell’iniziale “2013”, un brano gigantesco dal groove irresistibile, rappresenta una sorta di chiamata alle armi per tutti i fan storici della band. Quella che ci troviamo davanti è una formazione in gran spolvero, in grado di cambiare completamente registro nella successiva “River Of Pain”, una narcosi psichedelica ammaliante e coinvolgente. Questi due brani estesi, della durata complessiva pari a sedici minuti, posti a inizio tracklist danno il mood all’intero lavoro, indirizzandolo su binari assolutamente virtuosi. Tutto ciò che arriva successivamente non fa che dare ancora maggior forza a uno dei migliori dischi della compagine scozzese.

“Culturecide” mette in gioco aromi funk-oriented, sposandoli con quei testi barricaderi e anti-sistema che spesso si incrociano fra questi solchi, la successiva “Hit Void” è altrettanto aggressiva, spostando il pallino verso spirali più decisamente alt-rock e anticipando le densità psych di “Tenement Kid” ed i lussureggianti anni 80 di “Invisible City”.
Fa capolino anche qualche riempitivo (che sostanzialmente impedisce al disco di imporsi come un superclassico dei nostri tempi), ma si resta sempre su livelli intensi, dalla bossa nova ad alto contenuto etilico di “Goodbye Johnny” al blues suburbano di “Elimination Blues” (con l’ospitata di Robert Plant), sino all’inno conclusivo “It’s Alright, It’s OK”, che più gillespiano non si potrebbe.
Tanta carne al fuoco: la deluxe edition contiene un bonus disc con ulteriori sei tracce, fra le quali una versione remix di “2013”, esiste inoltre un’ulteriore emissione con in aggiunta le ottime cover di “I Want You” (Troggs) e “City Slang” (Sonic’s Rendezvous Band), le loro esclusive realizzate per il Record Store Day.

Pur senza aver mai sfiorato il portentoso successo di Oasis e Blur, senza aver mai osato competere con l’autorevolezza dei Radiohead, senza essere mai stati tanto precursori quanto i My Bloody Valentine o i Jesus & Mary Chain (nei quali Gillespie del resto militava), i Primal Scream sono riusciti nel tempo a ricoprire un ruolo fondamentale nello sviluppo della musica (sia elettronica che rock) degli ultimi anni. E se alcune recenti prove potevano lasciar trasparire un lieve appannamento, “More Light” s’impone come progetto lucido e riuscito, imponendo in maniera definitiva la band fra i mostri sacri dello scenario musicale europeo contemporaneo, realizzando al tempo stesso un piccolo compendio di ciò che questa formazione ha saputo realizzare in tanti anni. Ma senza inutili e malinconiche nostalgie, bensì con lo sguardo prepotentemente rivolto sul presente.

(14/05/2013)

  • Tracklist
Disc 1

2013
River Of Pain
Culturecide
Hit Void
Tenement Kid
Invisible City
Goodbye Johnny
Sideman
Elimination Blues
Turn Each Other Inside Out
Relativity
Walking With The Beast
It's Alright, It's OK
I Want You (bonus track)
City Slang (bonus track)


Disc 2 (Extra Light)

Nothing Is Real/ Nothing Is Unreal
Requiem For The Russian Tea Rooms
Running Out Of Time
Worm Tamer
Theme From More Light
2013 (Weatherall Remix)
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