Queens Of The Stone Age

... Like Clockwork

2013 (Matador) | stoner, alt-rock

“…Like Clockwork” è il sesto album in studio dei Queens Of The Stone Age, una delle massime istituzioni musicali del nuovo millennio, forti di almeno una pietra miliare, quel “Songs For The Deaf” che ridefinì l’estetica stoner, attualizzandola alle esigenze delle nuove generazioni.
Se includiamo live e Desert Sessions arriviamo a una discografia decisamente corposa, se poi aggiungiamo quanto allestito dai Kyuss (la band dalla quale i Queens vennero generati) ecco che ci ritroviamo fra le mani un percorso assolutamente eccellente, uno dei più significativi nella storia del guitar rock.

Normale quindi che il nuovo lavoro della formazione fosse attesissimo tanto dai fan più oltranzisti, quanto dai genericamente curiosi. E i Queens hanno gestito l’attesa in gran stile, centellinando notizie durante le fasi di registrazione, lasciando trasparire le importanti collaborazioni, confezionando persino un cortometraggio di quindici minuti diffuso pochi giorni prima della pubblicazione, con i disegni animati di Boneface (autore anche della copertina) che raccoglie stralci di cinque delle dieci tracce contenute nel disco.

La formazione base è schierata con Josh Homme, Troy Van Leeuwen, Dean Fertita e Michael Shuman, mentre il batterista Joey Castillo ha abbandonato la partita durante le session, lasciando spazio all’acclamata partecipazione (ma solo per il disco, non sarà nel tour) in molte tracce di Dave Grohl, già dietro le pelli nel fondamentale “Songs For The Deaf”.
Confermati l’apporto dell’amico Mark Lanegan e (udite udite!) il rientro del bassista Nick Oliveri, compagno di ventura di Homme prima nei Kyuss e poi nella prima parte del percorso dei Queens. Proprio la fuoriuscita dal progetto di Oliveri, corrispose con la perdita di profondità ed aggressività nel gruppo americano, un ritorno pertanto gradito ai sostenitori della band.
Le altre importanti presenze dentro “…Like Clockwork” sono quelle di Trent Reznor, Elton John (il nome che ha suscitato maggior stupore), Alex Turner degli Arctic Monkeys, Jake Shears degli Scissor Sisters e Brody Dalle, la moglie di Josh.

Detto dei nomi, parliamo della musica, e quello che troviamo fra questi solchi non è niente di diverso da ciò che ragionevolmente ci si può attendere oggi da un disco dei Queens Of The Stone Age: un lavoro in linea con le aspettative, che mette in riga, assieme ai consueti riffoni arrembanti, l’orgoglioso incedere simil doom di “Keep You Eyes Peeled”, il funky in falsetto di “Smooth Sailing”, l’irresistibile orecchiabilità “alt” di “I Sat By The Ocean”, una manciata di sopraffine ballate noir (“The Vampyre Of Time And Memory”, la superba “I Appear Missing”, la conclusiva title track), oltre alle convincenti repliche del proprio distinguibilissimo marchio di fabbrica (“If I Had A Tail”, “My God Is The Sun”).
Uno dei vertici del disco è certamente “Kalopsia”, con il suo continuo altalenare fra momenti di grande tranquillità e spunti virulenti, quasi una mini suite, con la partecipazione straordinaria di Trent Reznor.
Al di sotto delle aspettative il risultato dell’imponente dispiegamento di forze voluto per “Fairweather Friends”, con le apparizioni di Elton John, Reznor, Lanegan e Oliveri.

Dopo il mezzo passo falso di “Era Vulgaris”, i Queens Of The Stone Age del 2013 riguadagnano la giusta considerazione con un disco che li mantiene saldamente nell’olimpo delle migliori band al mondo.
Misurando abilmente ritmi rock arcigni e ballate ad altissimo contenuto emozionale, e limitando la tracklist a soli dieci episodi ben curati, realizzano una prova che pur non avendo la carica innovativa dei loro primi lavori, li conferma ai vertici assoluti del rock contemporaneo.

(03/06/2013)

  • Tracklist
  1. Keep Your Eyes Peeled
  2. I Sat By The Ocean
  3. The Vampyre Of Time And Memory
  4. If I Had A Tail
  5. My God Is The Sun
  6. Kalopsia
  7. Fairweather Friends
  8. Smooth Sailing
  9. I Appear Missing
  10. …Like Clockwork
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