Radical Face

The Family Tree: The Branches

2013 (Nettwerk / Bear Machine) | alt-folk-pop, songwriter

But everybody's bones are just holy branches
Cast from trees to cut patterns into the world
And in time we find some shelter
Spill our leaves and then sleep in the Earth
And when we're there we'll belong
'cause the Earth don't give a damn if you're lost
(da “Holy Branches”)

Questo è solo un assaggio del lirismo vivido ed emotivo che spira dalle pagine del secondo capitolo della trilogia “genealogica” di Ben Cooper aka Radical Face. Se il primo disco, “The Roots”, dedicato a un'immaginaria (ma non troppo) famiglia americana del XIX secolo, “era scritto con l’idea del racconto verbale in mente, questo ha forma epistolare, sia come pagina di diario, che come corrispondenza tra due persone”, dice Cooper.
E in “The Branches” il cantautore di Jacksonville cerca di capitalizzare le relative attenzioni garantite dalla sua recente comparsa musicale in uno spot di una celebre marca di macchine fotografiche con un disco che mette ancora al centro la sua scrittura, che fa mostra di sincerità e semplicità con un gusto e una delicatezza che spesso mancano ad altri artisti in bilico sul successo mainstream (The Head And The Heart, Lumineers).

Personaggi problematici sembrano dimenarsi, nelle canzoni di Cooper, alla disperata ricerca di un proprio sentiero alla vita (“From The Mouth Of An Injured Head”, “The Mute” – quest’ultima dedicata a un nipote autistico), scortati da progressioni armoniche e arrangiamenti volitivi, allacciandosi senza nostalgia alla tradizione dei cantautori post-emo, Conor Oberst, Rocky Votolato (la più semplice “Reminders”) e Ben Gibbard (la sfuggente e affascinante linea vocale di “Holy Branches”).
Va detto che questo sentimento di rivalsa che traspare dalla maggior parte dei pezzi (la cavalcata tambureggiante di “The Crooked Kind”, ad esempio, o la danza del villaggio di “Summer Skeletons”) appiattisce un po’ l’ascolto su coordinate che, beh, chiedono con forza di mettere da parte ogni cinismo residuo, almeno per un po’.

La qualità della scrittura è comunque alta, come sempre nei dischi di Cooper, e giustifica anche i momenti corali, più Mumford-iani (“Letters Home”) del disco. Ottimo bacino da cui pescare canzoni per i finali di serie Tv.

(06/11/2013)



  • Tracklist
  1. Gray Skies
  2. Holy Branches
  3. The Mute
  4. Reminders
  5. Summer Skeletons
  6. The Crooked Kind
  7. Chains
  8. Letters Home
  9. From the Mouth of an Injured Head
  10. Southern Snow
  11. The Gilded Hand
  12. We All Go the Same
Radical Face su OndaRock
Recensioni

RADICAL FACE

The Family Tree: The Leaves

(2016 - Nettwerk)
L'ultimo capitolo della fortunatissima trilogia di Ben Cooper

RADICAL FACE

The Family Tree: The Roots

(2011 - Bear Machine)
Ben Cooper degli Electric President torna a vestire i panni di Radical Face per il primo capitolo di ..

RADICAL FACE

Ghost

(2007 - Morr Music)
Seconda prova solista per Ben Cooper, altra metà di Electric President

Radical Face on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.