Reba Hasko

Delicate Cyclone

2013 (Autoprodotto) | songwriter, experimental

Reba Hasko arriva da Brooklyn e in “Delicate Cyclone” fa tutto da sola, imbastendo otto numeri di cantautorato magnetico e sfuggente, dove la voce, con le sue sfumature e i suoi infiniti rivoli espressivi, si trasforma in un vero e proprio megafono dell’anima.

Il compito di alzare il sipario su quello che è il suo terzo album in dodici anni di attività è affidato al misterioso rituale di “The Call”, scena-soglia in cui i protagonisti (voce, sonagli e tamburo) dialogano avvolti dal torpore di un vuoto metafisico, una presenza pressoché costante in questi solchi.
La ritroviamo, infatti, sfuggente, ma comunque docile alleato, nelle introspezioni cristalline di “Golden Iris” e di “Bloody Knuckles (The Glass House Song)” e, soprattutto, nelle prospettive incrociate di “The Stallions”, che potrebbero far pensare alla Jane Siberry delle origini.

Da qui in avanti, la Hasko predilige scenari sempre più intimi, come evidenziano, di lì a poco, la dolorosa liturgia di “Fell From The Stars” (sembra quasi sia possibile ascoltarlo, il rumore di fondo dell’anima…), le diffrazioni paradisiache di “Love You Like The Sun” e la seconda parte di “Bourbon & Cardamon”, di certo non dimentica dello starsailor Tim Buckley.
Come a chiudere il cerchio, poi, “The Elements” si riveste di abiti più umani, sfoderando percussioni rutilanti e trasformando quel misticismo elusivo in un rituale liberatorio.
Un disco interessante per un’artista da seguire con attenzione.

(29/05/2013)

  • Tracklist
  1. The Call     
  2. Golden Iris
  3. Bloody Knuckles (The Glass House Song)
  4. The Stallions
  5. Fell From The Stars
  6. Love You Like The Sun
  7. Bourbon & Cardamon
  8. The Elements




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