Rip Rig + Panic

God

2013 (Cherry Red) | free-funk, post-punk

È con immensa gioia che recensiamo questo capolavoro del post-punk internazionale, ovvero l’album di debutto dei Rip Rig + Panic, “God”, uscito originariamente in un formato in doppio 12” per la multinazionale Virgin nel 1981. Fino ad ora, per chi non possedeva i vinili originali, l’unico modo per poter accedere ai dischi di questo magnifico combo (formato dall’appétissante figlioccia di Don Cherry, la vocalist Neneh Cherry, insieme a un fuoriuscito del Pop Group, Gareth Sager, e all’eminenza grigia Mark Springer) era quello di rivolgersi al download selvaggio (e “illegale”) da internet, dato che le fantomatiche ristampe del 2005 per l’australiana Progressive Line erano dei bootleg belli e buoni.
Esisteva una raccolta in cd, buona ma non troppo esaustiva, uscita nel 1990 per la Virgin, “Knee Deep In Hits”, ormai fuori catalogo da tre lustri.

La Cherry Red ha prontamente preso la palla al balzo e ha reso in questi giorni disponibili i tre album di questa mitica formazione, addizionandoli di succosi inediti e rari singoli.
“God” è forse la testimonianza massima in fatto di avanguardismo musicale da parte dei Rip Rig + Panic, che nelle successive prove discografiche (“I’m Cold” del 1982 e “Attitude” del 1983) cercarono di rendere più accessibile il loro discorso artistico, mantenendosi sempre su livelli qualitativi molto alti. Già il fatto di ispirarsi, per il nome preso, da uno dei capolavori di Roland Kirk, rendeva bene l’idea degli intenti musicali di Neneh Cherry, del chitarrista Gareth Sager e del tastierista Mark Springer. “Constant Drudgery Is Harmful To Soul, Spirit & Health” e “Shadows Only There Because The Sun” ci danno da subito le coordinate del loro stile: suonare del free-funk (o “free-punk”, come si usava dire all’epoca) al di fuori di ogni concetto prestabilito, unendo le asperità del funk più duro con quelle dell’avanguardia colta e del free-jazz, ma tenendo sempre bene a mente un’attitudine squisitamente libera e “punk”. In poche parole, si stava portando avanti il discorso che il Pop Group aveva intrapreso appena due anni prima.

Il breve e concitato honky tonk pianistico “Wilhelm Show Me The Diagram” è un altro esempio lampante del loro modo di fare avanguardia musicale, così come nei cluster atonali di piano, che discendono direttamente da Cecil Taylor, che conducono la dissonante “Knee Deep In Shit”, e anche qui siamo dalle parti del Pop Group. I toni si stemperano un po’ nella quasi ballad pianistica “The Blue Blue Third”, nella jazzistica “Change Your Life” (che ricorda un po’ i dischi del trio di Keith Jarrett nei primi anni Settanta, tipo “Birth” o “Mourning Of A Star”), nella festosa “Totally Naked” e nella nenia muezzin di “Try Box Out Of This Box”.
Le influenze jazz si riscontrano anche nei piccoli poemi “Beware” e “Need”, non immuni da influenze africane tipiche di Dollar Brand. “Through Nomad Eyeballs” pare una fulgida anticipazione dello stile solista di Barry Adamson, quello delle soundtracks noir immaginarie (“Moss Side Story”, per intenderci), ma “Howl! Caged Bird” e “It Don’t Mean A Thing If It Ain’t Got That Brrod” riportano tutto al suo posto, essendo due free-funk minimali e urticanti, stile Tackhead/Maffia.
Si chiude con le percussioni sparse su un solido tessuto “poetry” degno dei Last Poets di “Those Eskimo Women Speak Frankly”.

Tra le bonus-track qui presenti, si segnalano i primi singoli del gruppo usciti per la Virgin sempre nel 1981, ovvero “Bob Hope Takes Risks” (qui presente anche in versione mix), quasi una canzoncina per i loro futuri standards, e “Go, Go, Go!”, assai più consistente. Notevoli sono anche gli inediti, usciti originariamente per una compilation in cassetta sponsorizzata dal New Musical Express, tra cui si distinguono “Hey Mr. E!” (con la partecipazione di Don Cherry) e “Billy Eckstein’s Shirt Collar”. Scintillante è poi il remastering effettuato da Nick Watson. Il booklet riporta una lunga ed esaustiva intervista ai membri del gruppo. Meglio di così, non poteva essere.
Dedicato a chi pensa che il free-funk sia nato unicamente dalla Dfa e i suoi pur validi collettivi in anni recenti.

(31/05/2013)

  • Tracklist
  1. Constant drudgery is harmful to soul, spirit & health
  2. Wilhelm show me the diagram
  3. Through nomad eyeballs
  4. Change your life
  5. Knee deep in shit
  6. Totally naked
  7. Try box out of this box
  8. Need
  9. Howl! Caged bird
  10. Those Eskimo women speak frankly
  11. The blue blue third
  12. Shadows only there because of the sun
  13. Beware
  14. Miss pib
  15. It don’t mean a thing if it ain’t got that brrod
  16. Bob Hope takes risks
  17. Go, go, go!
  18. The ultimate in fun
  19. Hey Mr. E!
  20. Billy Eckstein’s shirt collar
  21. Bob Hope takes risks (12”)




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