San Fermin

San Fermin

2013 (Downtown) | symphonic alt-folk, baroque-pop

L’inizio di carriera, al pari del suo stesso nome, di Ellis Ludwig-Leone (pare non sia uno pseudonimo) parlano di un album predestinato a fare breccia nel pubblico indipendente: prima studioso di musica classica a Yale e assistente di Nico Muhly, poi recluso tra le montagne canadesi, Ellis ha composto un disco ambizioso, scrivendo brani e arrangiamenti per un’orchestra immaginaria, che poi, a differenza di quanto immaginava, forse, Justin Vernon, si è materializzata.
In uscita col nome di San Fermin, il compositore di New York spazia dalla pop art natalizia tipicamente Stevens-iana della marcetta corale “Daedalus (What We Have)”, alla scenografia lacerata e spettrale di “In Waiting”, per dipingere nell’impegnativo compendio di diciassette brani un dialogo sospeso tra due personaggi di sesso opposto.

I brani “maschili” sono spesso quelli più classici, impostati su un cantautorato post-“Closing Time”, che si immagina Ellis abbia subodorato in compagnia di Muhly e Bartlett (“Casanova”), con un baritono irrequieto che in alcuni casi evoca la sobria drammaticità di Berninger, qui amplificata da archi e fiati (“Torero”, “Renaissance!”, “Bar”).
L’influenza di “Illinoise” si sente infatti nel diverso utilizzo degli strumenti classici, che qui diventano  in genere portatori del tema, rispetto al ruolo di accompagnatori, tra veli e dissonanze, che hanno nella musica di Muhly.

Nei brani “femminili” si assiste invece a colpi d’estro che si ricollegano all’”indie-r&b” degli ultimi anni, tra i quali la più indigesta “Crueler Kind”, sghembo orpello che ricorda nei momenti più dis-armonici i Dirty Projectors (si veda anche "The Count"), ma che nel complesso trova un suo equilibrio e un suo fascino, ma soprattutto l’inaspettato e divertente numero alla Beyoncé di “Sonsick”, coraggiosamente presentato come singolo.
Per completare questa sorta di sommario dei dischi più influenti degli ultimi anni, arriva anche l’acustica disadorna, dispiegata in un pattern Vernon-iano, della bella “Methuselah”.

A forza di imbottirsi le orecchie di (nuovi) classici, Ellis Ludwig-Leone ha finito per produrne uno.

(02/10/2013)



  • Tracklist
  1. Renaissance!
  2. Crueler Kind
  3. Lament for V.G.
  4. Casanova
  5. Sonsick
  6. Methuselah
  7. At Sea
  8. Torero
  9. At Night, True Love
  10. The Count
  11. Bar
  12. In Waiting
  13. True Love, Asleep
  14. Oh, Darling
  15. In The Morning
  16. Daedalus (What We Have)
  17. Altogether Changed
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