Santo Niente

Mare tranquillitatis

2013 (Twelve Records) | alt-rock

Se una band incide soltanto quattro dischi in vent’anni, significa che ha scelto di non farsi trascinare dalle mode, bensì di presentare un nuovo lavoro soltanto ogni qualvolta abbia davvero delle cose da dire. Umberto Palazzo non ama inflazionare il mercato, semmai utilizza diversi moniker per diffondere i propri umori musicali, alternando l’alt-rock della propria creatura prediletta con virate instrumental tex-mex (El Santo Nada) e slanci cantautorali (l’esordio solista di due anni fa).
Il Santo Niente oggi è una formazione che guarda fortemente al presente, risultato di una costante evoluzione. Umberto è affiancato da Lorenzo Conti (chitarre), Tonino Bosco (basso) e Federico Sergente (batteria), più la presenza del sax elettrico di Sergio Pomante. Palazzo prosegue così un percorso intrapreso sin dagli anni 80 con gli Allison Run (dove militava assieme ad Amerigo Verardi), e illuminato dalla militanza nei primissimi Massimo Volume.

In “Mare tranquillitatis” si punta sullo sviluppo attento di poche tracce (sei), che vanno dai quattro minuti de “Le ragazze italiane”, brano tagliente dal piglio sicuro che diventerà senz’altro un classico, agli oltre undici di “Primo sangue”, coraggiosi, sperimentali e ricchi di digressioni strumentali che, attraversando il confine della psichedelia e poggiandosi su beat electro (simil-house) e atmosfere tribali, proiettano scene di vita di adolescenti inquieti.
L’album nella sua unitarietà rappresenta un’idea di moderno art-rock, composto da quarantuno minuti ipnotici, a tratti malsani e sensuali, fortemente debitori tanto dal kraut tedesco quanto dalla storia del Palazzo musicista. Un lavoro di così forte ricerca ed esplorazione di nuovi territori, da indurre la band a intitolarlo con il nome del tanto osservato e studiato mare lunare che ospitò il primo allunaggio compiuto dall’uomo nel 1969. Un mare desertico e pietroso che mostra sempre la propria superficie agli occhi dei terrestri.

Le prime due tracce sono quelle maggiormente legate alla tradizione del Santo Niente, dove prevale la presenza della chitarra. L’iniziale “Cristo nel cemento”, già proposta dal vivo in più occasioni, è lenta e tragica, quasi un blues dolente anti americano, ispirato al primo doloroso capitolo del romanzo di Pietro Di Donato “Christ In Concrete”.
“Le ragazze italiane” ha invece forti richiami garage ed è accompagnata da un videoclip che farà discutere: prodotto e interpretato da Anita Dadà (che ha curato anche la grafica dell’intero disco), mostra una sexy webcam girl nel bel mezzo di un’esibizione privata. Pare sia prossimamente prevista anche una versione meno casta scaricabile a pagamento.

L'egregia “Un certo tipo di problema” riporta Umberto verso lidi tipicamente Massimo Volume, sia per via del declamato, sia per lo svolgimento del testo, sia per gli intrecci chitarristici e l’andatura della batteria. Una storia notturna e minacciosa di cocaina e malavita, nella quale il ritmo diviene meccanico, basso e batteria prendono il sopravvento e l’elettronica si fonde alla perfezione con gli elementi analogici. La successiva “Maria Callas” è una ballad elettro-acustica che narra i ricordi di un travestito, in quello che rappresenta il momento più romantico e cinematografico del disco.
La conclusiva, narcotica “Sabato Simon Rodia” disegna landscape sinuosamente drammatici, così atonale e rumorista da approssimarsi a certe atmosfere dei Bachi da Pietra. Rodia è l’emigrante italo-americano, geniale dilettante e minatore semianalfabeta, che costruì le Watts Towers di Los Angeles. Eccentrico e disadattato, finì sulla copertina collage di “Sgt. Pepper’s” dei Beatles accanto a Bob Dylan e nel 2006 gli fu dedicato il film documentario “I Built The Tower”.

Oggi un disco come “Mare Tranquillitatis”, forse il più riuscito del Santo Niente, assume un significato ancora più grande, visto che tanti esordienti si ispirano ai suoni e agli atteggiamenti che Palazzo contribuì a diffondere in Italia due decenni fa.
Il Santo Niente, pur senza le affermazioni commerciali di altre formazioni coeve, resta una realtà fondamentale per comprendere l’evoluzione della scena alternativa nazionale, un progetto che nel tempo è riuscito a ritagliarsi una presenza consolidata e un ruolo assolutamente definito.

(21/09/2013)

  • Tracklist
  1. Cristo nel cemento
  2. Le ragazze italiane
  3. Un certo tipo di problema
  4. Maria Callas
  5. Primo sangue
  6. Sabato Simon Rodia
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