Shapednoise

Until Human Voices Wake Us

2013 (Opal Tapes) | post-industrial, techno-bruitisme

Un cervello saturo. Colmo fino allo spasmo di morte, di un insaziabile magmatico rumore proveniente da un primitivo futuro.
Shapednoise, nome d’arte di Nino Pedone (nato a Palermo ma attivo a Berlino), l’abbiamo intravisto tra le pieghe metalliche dell’esordio di Violetshaped, sua collaborazione con l’amico Violet Poison. Nel frattempo si sono accumulate le uscite più electro-oriented per la Repitch e un primo esordio anche per l’etichetta di Nick Fernow (“The Day Of The Revenge”) in cui matrici industriali si amalgamano in uno stupro power electronics.

Questo “Untill Human Voices Wake Us” esce a poca distanza dalla release per Hospital e mostra una visione stranamente e perversamente riflessiva. Un’introspezione che non significa moderazione o lentezza, ma un livello diverso di astrazione delle “linee” sonore che vanno in cortocircuito lungo tutto il disco. Sebbene il lato techno che domina solitamente nelle produzioni del nostro, si scorga e possa rintracciarsi nelle radici di quasi tutte le composizioni, è seppellito però tra coltri di lamiere e riverberi industriali che rasentano il bruitisme, il rumorismo modellato secondo una visione post futurista cannibale e nichilista.

“Witness Of A Heart Attack Death”, opener e manifesto di questa visione, ci porta dentro cumuli di ossa metalliche che divengono strumenti percussivi in rapida marcia militare.
La seguente “Between Hallucinations And High Poetry” non contiene alcun proposito letterario, ma raschia l’osso cranico di un mondo che sta contorcendosi in forme liquide e acide che sublimeranno nel cuore centrale del disco, dove le poche pulsioni muscolari lasciano il passo finale a un dark-ambient lesivo, destinato a crollare fra irresistibili genocidi metallurgici.
Un finale che rimane in sospeso, a un volume altissimo e al limite della coscienza.

Il tragitto che rimane è un ritorno a beat diretti e lineari, forti di una struttura più composita e salda (“Survival Of The Dead”), ma il destino si declinerà infine dentro una vasca di acido, dove, gorgogliando, questa pulsione soffocherà. Si chiude così davanti a noi lo spiraglio dentro un discorso in medias res, uno sguardo apocalittico dentro una notte, una mente, un mondo, di un futuro tornato primitivo e frastornato tra incubi e mutazioni.

Lontano dall’estetica del rumorismo di Vivenza, dall’industrial dadaista degli Einzurstende Neubauten, dal death-industrial ortodosso di Atrax Morgue, e anche dalla techno industriale da cui proviene, Shapednoise costruisce parte di una visione ballardiana verso la nostra modernità, fondendovi dentro radici e circuiti del passato in un orgasmo nero.

(12/10/2013)

  • Tracklist
  1. Witness of a Heart Attack Death         
  2. Between Hallucinations and High Poetry
  3. Until Human Voices Wake Us
  4. Information on the Individual Sensoriality
  5. Survival of the Dead         
  6. Black Cells
Shapednoise on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.