Shearwater

Fellow Travelers

2013 (Sub Pop) | alt-rock

“Andare in tour è un’espressione di fede”, afferma deciso il leader degli Shearwater, Jonathan Meiburg. “Fede in te stesso, nei tuoi amici, nella speranza che il mondo abbia un posto per te”. E proprio alla vita in tour è dedicata la nuova uscita del gruppo texano, “Fellow Travelers”: una raccolta di cover dalla filosofia atipica, tutta dedicata alla rilettura di brani di artisti che hanno condiviso il palco con gli Shearwater.

“Reimmaginare e rinnovare canzoni dei gruppi con cui siamo stati in tour è stato come sfogliare un blocco di appunti, ci ha fatto ricordare tutti gli alti e i bassi di un decennio di concerti”, prosegue Meiburg. Per questo, gli Shearwater hanno deciso di coinvolgere direttamente nel progetto anche i loro compagni di viaggio, chiedendo a ciascuno di partecipare alla reinterpretazione di un brano altrui.

 

Da questa suggestiva idea di condivisione trasversale tra artisti nasce un disco forse meno audace di quanto si potesse immaginare, ma comunque solido e coerente nel suo impianto complessivo. Gli Shearwater sfoggiano i toni muscolari dell’ultimo “Animal Joy” per gli episodi di impatto più immediato del disco: una “Natural One” dei Folk Implosion sin troppo aderente all’originale e una robusta “I Luv The Valley OH!” degli Xiu Xiu di Jamie Stewart (con cui Meiburg aveva già dato vita in passato al progetto parallelo Blue Water White Death). “È la canzone più nota degli Xiu Xiu e mi è sempre sembrato che aspirasse ad essere un grande anthem rock”, spiega Meiburg. “Così abbiamo deciso di andare fino in fondo e di ingigantirla al massimo delle nostre possibilità. È come una hit, a parte il fatto che è una canzone incredibilmente oscura”.

La metamorfosi più sorprendente è invece quella di “Hurts Like Heaven” dei Coldplay, che si spoglia degli orpelli pop di “Mylo Xyloto” per affidarsi a un pianoforte che porta impresso più che mai il marchio Shearwater. Anche in questo caso, è lo stesso Meiburg a rivelare la sua chiave di lettura: “L’originale sembra avere a che fare con una sorta di gioiosa banda di artisti di strada, mentre io ho immaginato che riguardasse qualcuno costretto a fare il pendolare tra Londra e qualche orribile periferia, come un lento zoom dai suoi occhi a una visione del pianeta tipo Google Earth”.

 

Quanto alle collaborazioni, a farsi notare è soprattutto quella con i Clinic in “Fucked Up Life” dei Baptist Generals, che si riveste di pennellate d’organo, interferenze sintetiche e accenti di drum machine. Convince meno la declinazione in chiave rock di “Cheerleader” di St. Vincent in duetto con Jesca Hoop, mentre la vocazione più eterea degli Shearwater riemerge tra i chiaroscuri di “Mary Is Mary” degli Wye Oak ed il vibrare d’arpa della fascinosa “Ambiguity” di David Thomas Broughton, accompagnata dagli echi di onde e cinguettii registrati da Meiburg alle Falkland.

L’unico brano originale del disco è “A Wake For The Minotaur”, in cui al fianco di Meiburg compare il sussurro di Sharon Van Etten (già tour manager del gruppo). Un bozzetto acustico lontano dal suono enfatico degli ultimi Shearwater, che conferma la natura di momento di transizione di “Fellow Travelers”, nato come semplice Ep e assurto alla dignità di album vero e proprio solo in un secondo momento.
Intanto, il gruppo è già al lavoro per il prossimo disco di brani autografi. E “Fellow Travelers” resta nonostante tutto un progetto rivolto principalmente ai fan.

(23/11/2013)

  • Tracklist
  1. Our Only Sun
  2. I Luv The Valley OH!
  3. Hurts Like Heaven
  4. Natural One
  5. Ambiguity
  6. Cheerleader
  7. Tomorrow
  8. A Wake For The Minotaur
  9. Mary Is Mary
  10. Fucked Up Life
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