Bruce Soord with Jonas Renkse

Wisdom Of Crowds

2013 (kScope) | alt-rock, neo-prog

Suggestivo. Avremmo potuto scriverla subito, prima ancora che il disco uscisse, una recensione di "Wisdom Of Crowds", limitandoci a catalogarlo con quest'aggettivo. Già, perché l'incontro al vertice tra Bruce Soord, voce e guida dei Pineapple Thief e Jonas Renkse, frontman ed ex-batterista dei Katatonia, possedeva già in sé un elevatissimo carico di suggestione. Innanzitutto in quanto ennesimo incrocio fra il sentiero del "nuovo progressive" e una variante dell'autostrada (per seguire la metafora) metal - questa volta, per la precisione, quella doom. Secondariamente in quanto ennesima collaborazione di spessore fra due big, di quelle che tanto piacciono da tempo agli artisti famiglia kScope (basti pensare all'innumerevole quantità di progetti del boss Steven Wilson) e che in più di un'occasione avevano dato i loro frutti, non ultimo dei quali l'interessantissimo Storm Corrosion dell'anno scorso.

Per iniziare la fase di riduzione degli entusiasmi sul parto congiunto dei due basta però porre attenzione a come lo stesso viene accreditato. A un osservatore acuto non potrebbe certo sfuggire quel Bruce Soord with Jonas Renke con un with di troppo che rivela però la reale tipologia dell'uscita. Già, perché "Wisdom Of Crowds" è a tutti gli effetti un album solista del primo che, forse alla ricerca di una dimensione sonora che differisse da quella del suo gruppo, ha scelto di affidare al secondo le parti vocali. Ma il ruolo di Renke si limita appunto nel "metterci la voce", mentre tutto il resto - dagli strumenti alla scrittura, passando per la produzione - è accreditato al solo Soord. E questo già basta a rendere il tutto decisamente molto meno suggestivo rispetto alle premesse.

Ma la delusione vera e propria si fa avanti poco dopo aver premuto il tasto play. Il territorio in cui il disco si muove non dista troppo da quello dei Pineapple Thief dell'ultimo, fiacco e deludente "All The Wars": un alternative-rock dalle venature prog (ma neanche troppo), cosparso da ogni parte di zucchero e caratterizzato da una forte tendenza ad estremizzare l'aspetto tecnico, quasi a voler coprire delle composizioni di base carenti. In una sola parola: manierismo. E tanto è quel che traspare dagli sdolcinati vagiti lo-fi di "The Centre Of Gravity", dalla (non)-trascinante cavalcata di "Pleasure", dalla lunga, elaborata ma insipida "The Light" e dall'epico-romantica "Pretend".
Va meglio, ma non troppo, quando le trame si fanno più semplici, e ne escono la patina soft della title track e le schitarrate al retrogusto grunge di "Stacked Nacked" - salvata in corner da un ritornello corale che finalmente coinvolge. La voce di Renkse è a dir poco irriconoscibile, e suona quasi più come una copia sbiadita di quella dello stesso Soord, rendendo di fatto inutile la sua presenza, pure negli episodi più vicini alle distorsioni metalliche dei Katatonia (l'agrodolce "Radio Star" e la metà elettrica di "Frozen North").
I dieci minuti di convulsioni della conclusiva "Flows Through You" chiudono con un sintetico bollettino sulla riuscita dell'intero progetto e sembrano costruiti ad hoc, calcolati in ogni millimetro.

"Wisdom Of Crowds" è un disco solista di Bruce Soord tutt'altro che malvagio, benché decisamente piatto, privo di guizzi e almeno a tratti noioso. Mettendo da parte per un attimo la suggestione svanita per un reale incrocio di strade, a sancirne il fallimento è la mancanza di spontaneità fra le sue trame, l'eccessiva esaltazione tecnica che lo pervade - vizio questo, come già detto, proprio pure degli ultimi Pineapple Thief - e la mancanza apparentemente totale di approccio emotivo. Come se tutto avesse dovuto per forza suonare così, come se ci fosse stato un copione da rispettare ad ogni costo. Un copione che avremmo preferito fosse per lo meno di tutt'altro spessore.

(18/07/2013)

  • Tracklist
  1. Pleasure
  2. Wisdom Of Crowds
  3. Radio Star
  4. Frozen North
  5. The Light
  6. Stacked Naked
  7. Pretend
  8. The Centre Of Gravity
  9. Flows Through You
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