Steve Hauschildt

S/H

2013 (Editions Mego) | kosmische musik, synth-rock, new age, ambient

La carriera degli Emeralds si è interrotta proprio quando il gruppo stava guadagnando visibilità anche presso il pubblico rock grazie all’interessamento dell’Editions Mego che ne ha pubblicato gli ultimi due album, tra i quali il meraviglioso “Does It Look Like I'm Here?”. La stessa etichetta austriaca sta continuando a monitorare l’attività dei tre ex colleghi, pubblicandone i nuovi dischi solisti, oppure, come nel caso di John Elliott, affidandogli la direzione di un’intera sotto-etichetta (la Spectrum Spools).
Dei tre Emeralds Steve Hauschildt è forse quello meno conosciuto, nonostante un paio di dischi pubblicati dalla Kranky negli ultimi anni abbiano illuminato anche la sua carriera solista.

Gli Emeralds hanno preannunciato l’ondata di space-music che ha invaso il mercato indipendente, soprattutto americano, negli ultimi anni. Space music che si nutre tanto della tenebrosa Berlin school quanto della più elegiaca new age. Stili che ovviamente non mancano in questa mastodontica doppia raccolta, “S/H”, che raccoglie trentasette brani spalmati su due cd, registrati tra il 2005 e il 2012: sul primo cd sono raccolti gli inediti assoluti, brani rimasti fino ad oggi chiusi in un cassetto; mentre nel secondo cd sono state selezionate alcune tracce dalla discreta produzione di cd-r e cassette di Hauschildt ormai introvabili (in qualche caso i brani sono stati suonati di nuovo).

Si parte subito con gl amori del musicista americano: un acquarello romantico alla Tangerine Dream (“Poinsettia”); e una progressione eterea alla Vangelis (“Galopping”). Gli inediti del primo cd sembrano bozzetti non finiti, eppure in grado di disegnare coordinate ben precise. E’ anche questo il fascino di “Uncanny Valley” o “Familiar Scene”: tappeti ambient la cui trama conserva più ombre che luci. La prima delle tre “Liberty” in scaletta è stata registrata dal vivo alla Casa del Popolo di Montreal, un lento risveglio tra le luci accecanti dell’alba. In brani come “Flyswatter” emerge la vena noise di Hauschildt, quella stessa miscela di rumore sintetico che ha fatto la fortuna di Oneohtrix Point Never. Anche se a Hauschildt riescono meglio i brani arricchiti da lente progressioni melodiche, come la meravigliosa “By Buildings”, in chiusura del primo cd.

Più in sintonia con quanto fatto ascoltare dagli Emeralds i brani sul secondo cd: la lunga “Coming Into View”, tratta da un introvabile tour cd-r (Tour May 2009) sembra proprio un tappeto sul quale far crescere le improvvisazioni degli altri due ex-Emeralds Elliott e McGuire; i fuochi d’artificio della seguente “Jovian”, un vecchio brano del 2006, editato nel marzo del 2013, ha lo stesso calore dei migliori uncini melodici di “Does It Look Like I'm Here?”.
Non c’è traccia sul secondo cd che non colpisca i neuroni già al primo passaggio: “Backwards Glance” è un caldo abbraccio puntellato da una morbida nevicata. La traccia più lunga in scaletta, “Critique Of The Beautiful”, mostra come Hauschildt possa estendere tranquillamente le proprie intuizioni su durate maggiori dei suoi canonici tre o quattro minuti, con effetti ancora più avvolgenti. Come dimostra anche la conclusiva “Different Directions”, un titolo che sintetizza il senso dell’intera raccolta.

(23/11/2013)

  • Tracklist
Cd 1: 2010-2012

1. Poinsettia
2. Galloping
3. Thumbprints
4. Uncanny Valley
5. Dimmer
6. Enter Return
7. Familiar Scene
8. Dream in Dial-Up
9. Flatbed Scanner
10. Ampersands
11. Auto Mile
12. Liberty I
13. Liberty II
14. Liberty III
15. Intimate Yell
16. Seabreezes
17. Flyswatter
18. Screenburn
19. By Buildings
20. Vox Ulterior
21. Still Cloudy

Cd 2: 2005-2009

1. In the Waves
2. Coming Into View
3. Jovian
4. Venn
5. Star Map
6. Backwards Glance
7. OCR
8. Rapt for Liquid Minister
9. Portal
10. Critique of the Beautiful
11. Hemero
12. Hiccup
13. Verbatim
14. Red Corridor
15. Passing Cars
16. Different Directions

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