Swim Deep

Where The Heaven Are We

2013 (Chess Club) | alt-pop

L’elevato tasso di bulimia da download selvaggio e i più gretti ascolti da pc potrebbero ingiustamente condurre gli esordienti Swim Deep nel più immeritato dei cestini virtuali. Il rischio di etichettarli come l’ennesima next big thing inglese usa e getta, di quelle che lasciano il segno e poi fuggono via nell'abisso delle meteore pop indipendenti, è purtroppo dietro l’angolo. Ovviamente, chi vi scrive spera che ciò non avvenga, dato che questi quattro ragazzini di Birmingham meritano un bel po’ d’attenzione, a prescindere da qualsiasi internettiana distrazione.

La band prende essenzialmente forma nel 2011. L’incontro tra il cantante Austin Williams, il chitarrista Tom "Higgy" Higgins e il bassista Wolfgang J Harte porta i suoi bei frutti fin dalle prime prove. Vengono così lanciate subito due bozze, “Isla Vista” e “Santa Maria”, entrambe accolte in rete con un vago senso di candido stupore. Verso la fine dello scorso anno, Harte lascia poi il posto a Cavan McCarthy, fino a quel momento fermo a vendere magliette e spille ufficiali degli amici Peace.

I primi singoli ufficialmente prodotti nel 2012, “King City” e “Honey”, mostrano separatamente quelli che saranno gli ingredienti basilari della ricetta. Un elevato tasso di mielosità presente a dosi più che massicce domina le melodie messe in piedi da questi ometti dall’aria tanto impacciata, quanto fottutamente tenera. Ed è soprattutto nel ritornello della seconda, in cui pare aprirsi tutto un meraviglioso mondo rigorosamente color pastello, che le premesse acuiscono le opportune speranze del caso. Mentre l’incipit della prima, pur rimandando per alcuni secondi all’indimenticabile giro di “With Or Without You” (!), vira improvvisamente su altre rotte, rimbalzando verso il cielo, tra candidi coretti e ascese strumentali.

La stessa “Make My Sun Shine” potrebbe ricondurre per qualche nanosecondo sia la memoria, sia la fantasia, niente di meno che a dei primissimi Cure presi dalla loro caverna e posti con garbo alla luce del sole. Ma è solo un gioco di simpatici paralleli, perché la musica degli Swim Deep è talmente leggera e a suo modo singolare, da donare ai timpani e alla mente un indescrivibile e finora introvabile senso di morbidezza, un’allegra e doverosa scappatoia dai giochini forzati di tante band votate in qualche modo all’indie-pop dei nostri giorni.

Nelle canzoni degli Swim Deep tutto è magicamente al proprio posto. Basterebbe soffermarsi sulla voce mai invadente e tremendamente giovale del leader del gruppo Austin Williams, o sulle atmosfere clamorosamente briose ed educate dei pezzi più sbarazzini (vedi “Red Lips I Know”), e fugare ogni dubbio circa la bontà della proposta. “Where The Heaven Are We” è in sostanza un disco gentile, dolcissimo, le cui potenzialità, mai palesate con inopportuna sfrontatezza, si nascondo agilmente (e giustamente) dietro un muro di gomma alla fragola. In tal senso, il motivetto irresistibile e birichino di “The Sea” suggerisce al giro di boa un’innocente evasione verso una ritrovata adolescenza interiore. La conclusiva “She Changes The Weather” è infine un concentrato di candore melodico e amore incondizionato.

Nell’album non è presente alcuna sbavatura o alzata di tono. Si continua a girare indisturbati e soavi sul proprio cavalluccio, dimenticandosi delle lancette, della realtà, ma sopra ogni cosa dell’inutile rumore sganciato spesso a casaccio dai circuiti pop indipendenti sul web e nei pochi negozi rimasti miracolosamente ancora in piedi nella vecchia e cara Europa, ma non solo.

(05/09/2013)

  • Tracklist
  1. Intro 
  2. Francisco 
  3. King City 
  4. Honey 
  5. Colour Your Ways
  6. Make My Sun Shine 
  7. The Sea
  8. Red Lips I Know
  9. Soul Trippin'
  10. Stray
  11. She Changes the Weather
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