Vondelpark

Seabed

2013 (R&S) | indietronica, post-dubstep

I Vondelpark dal Surrey, Uk, sono tre post-adolescenti prodotti da un'etichetta, la R&S, che raduna sotto la propria ala il movimento elettronico e indipendente della Gran Bretagna (James Blake, Egyptian Hip Hop). Vondelpark è il nome del più grande - e anche più bello - parco di Amsterdam, Paesi Bassi, sito nella zona sud della città, recintato da sempreverdi e tempestato di laghi e di laghetti, con volatili felici e partecipanti al relax dei turisti e dei cittadini.
Prendetevi del tempo quindi, rilassatevi immaginandovi sdraiati sulle distese erbose del giardino olandese, trasportati solamente dal sentimento fluido di "Seabed", l'album d'esordio dei Vondelpark. La band gioca nell'incrociare suoni sintetici e analogici, confondendo tra studiato e improvvisato, spiazzando l'ascoltatore attento e sofisticato, illuminando invece quello teso alla ricerca dell'emozione d'ascolto.

"Seabed" è un tragitto che va percorso serenamente, nascondendo la necessità di scovare un senso tra le parti: in alternativa si rischia di rovinare completamente il messaggio che gli inglesi intendono passare, il feeling del lasciarsi trasportare. Occorre porsi nella condizione di improvvisare mentalmente, di occuparsi di altro e di lasciare scorrere dentro di sé il flusso colloso e denso dell'album. E' chiaro come certe tracce destino maggior impressione, lasciando i segni di una ripetibilità futura; la meravigliosa "California Analog Dream" ne è un esempio: la voce morbida di Lewis Rainsbury arieggia tra i movimenti sinuosi di basso e chitarra e la batteria, disincantata, scompone i tempi.

I rimandi a chi in questo momento popola l'ambiente indietronico si sprecano: chiari i richiami alle sonorità di Blake, dei Portico Quartet in "Come On" e in "Outro For Ariel", che rimane, tra l'altro, una chiusura di sipario degna di nota; chiari i segnali di congiunzione con i canadesi Blue Hawaii, nel singolo "Dracula" oppure in "Blue Again" da atmosfere pienamente chillout.
E' vero anche che i tre propongono un suono miscellaneo di dream-pop ("Quest"), r'n'b ("Always Forever"), ambient ("Closer"), lounge ("Bananas (On My Biceps)"), mantenendo comunque i piedi ben saldi sul terreno del dubstep e del post-dubstep ("Seabed").

Certamente i Vondelpark non fanno musica per ragazzini: "Seabed" è un disco complesso che, sebbene muova dall'intento di trasportare emotivamente l'ascoltatore, per certi versi rinchiude nella torre d'avorio dell'intellettualità, dove occorre pensare a lungo a ciò che si ascolta, dimenticandosi del relax, con il rischio di cadere rovinosamente dall'alto della torre. 

(22/04/2013)



  • Tracklist
  1. Quest
  2. Blue Again 
  3. Dracula
  4. Come On
  5. Always Forever
  6. California Analog Dream
  7. Closer
  8. Seabed
  9. Bananas (On My Biceps)
  10. Outro For Ariel


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