Wardruna

Runaljod - Yggdrasil

2013 (Indie Recordings) | folk-ambient

Mi sono avvicinato al nuovo disco dei Wardruna da assoluto profano: non avevo mai avuto a che fare con il folk nordeuropeo, se non attraverso il crossover operato dal filone “viking” del black-metal norvegese.
E proprio dalla scena “estrema” provengono sia il vocalist Kristian Eivind "Gaahl" Espedal (già frontman di Gorgoroth e God Seed), sia Einar "Kvitrafn" Selvik, l'altra voce maschile del trio, polistrumentista e fondatore del gruppo. Completa il terzetto la talentuosa cantante Lindy Fay Hella.
Per apprezzare “Yggdrasil” non è comunque necessario essere esperti di storia vichinga: pur riutilizzando numerosi, antichi, strumenti della tradizione scandinava, il loro è un folk decisamente sui generis.

Questo nuovo lavoro, con il precedente "Gap Var Ginnunga", va a comporre le prime due parti di una pianificata trilogia, il cui concept fonda sull'antico alfabeto "Futhark": le sue rune danno infatti il titolo ai brani dell’album, e alcune registrazioni sono avvenute in circostanze "significative" per la corrispondente runa, anche in esterni, amplificando in questo modo la matrice ambientale della musica dei Wardruna.
Nell'orchestra di cembali, corni e arpe d'epoca si insinuano così le “voci” del territorio, che divengono parte integrante del sound del gruppo; la pioggia, il vento, il nitrito di un cavallo: tutto nei Wardruna richiama alla natura, e a un legame pagano stretto con essa.
Le loro composizioni, intrise di suggestioni tribali, evocano notti nordiche, foreste e ululati: una sorta di (dark) ambient "acustica" che descrive quadri affascinanti, solenni e conturbanti.
Tra gli strumenti usati emergono il violino di Hardanger, dalle melodie sinistre, e le percussioni minacciose e imponenti, che scandiscono un ritmo magnetico; su tutto, svettano i canti dei tre sciamani, intrecciati e legati insieme in un'epica coralità.

I Wardruna provengono da lande fredde e sovente inospitali, è quindi facile immaginare come il loro approccio non sia né ameno né bucolico: nelle tracce di "Yggdrasil" risuona infatti la forza del temporale, del mare in risacca che si scaglia inesorabile contro alla scogliera. La miglior descrizione per la loro musica l'ho trovata sul sito britannico Louder Than War: "I suppose it could be called folk, except I never felt like I had to turn the lights on when I listened to folk".

Uscita imperdibile per gli amanti delle sonorità pagane più oscure e suggestive; è senza dubbio meritevole di un recupero anche il disco del 2009.

(08/06/2013)



  • Tracklist
  1. Rotlaust Tre Fell 
  2. Fehu 
  3. NaudiR 
  4. EhwaR 
  5. AnsuR 
  6. IwaR 
  7. IngwaR 
  8. Gibu 
  9. Solringen 
  10. Sowelu 
  11. Helvegen
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