Youth Code

Youth Code

2013 (Dais Records) | ebm, electro-industrial

Mentre prospera ormai da qualche tempo il revival della minimal-wave di inizio anni Ottanta, spesso con risultati egregi come nel caso dei gruppi di casa Wierd, è un fatto più recente la riscoperta delle sonorità electro-industriali.
Si sta infatti sviluppando un microcosmo che, per atmosfere e sonorità, si pone un po' di traverso rispetto ai garbati synth di Xeno & Oaklander e Frank (Just Frank), collocandosi su di un crinale tra il rumore industriale e una body music dove il corpo non è solo quello elettronico ma anche quello che si dimena sui dancefloor.

I primi a riscoprire questo mondo sono stati probabilmente i //TENSE// di Houston, autori di una manciata di cd e vinili, tra cui l'Ep "Escape" per la Mannequin Records, un bel concentrato di old school ebm e atmosfere carpenteriane; artista affine a loro è senz'altro By Any Means Necessary, dalla North Carolina, l'alter ego di Sam Witherspoon: il suo progetto si muove su coordinate sonore affini a Front Line Assembly e Front 242.
Guardano in direzione della prima ebm di Nitzer Ebb & c. anche i Light Asylum, di stanza a Brooklyn, autori di un potente Ep d'esordio ("In Tension", 2010) e di un full-length purtroppo meno esaltante; la lista potrebbe continuare e più in là nel tempo sarà interessante fare il punto della situazione su questa "scena".

Tra i fautori del rinnovato interesse verso queste sonorità vi è una "vecchia volpe" come Douglas McCarthy dei citati Nitzer Ebb: lui e la moglie hanno infatti ospitato, per un paio di anni, le esibizioni di alcuni di questi artisti nella loro galleria "notturna" Show Cave, in quel di Los Angeles. Ed è proprio da LA che arrivano gli Youth Code, duo composto da Ryan George e Sara Taylor, che si incastra alla perfezione in questo micro-filone.

Flirtano con l'industrial ma il loro background è quello del punk (Ryan cantava nei Carry On e negli Adored); coerentemente con l'etica do-it-yourself, si sono formati un po' per caso, registrando il loro demo una settimana prima del loro concerto d'esordio, semplicemente "smanettando" con la loro strumentazione e facendo leva su un'innata predisposizione a canalizzare la propria rabbia in musica. All'inizio di quest'anno è stata quindi pubblicata la prima release ufficiale: un 7'' per la Angry Love Productions, label di proprietà di Genesis P. Orridge e Edward O'Dowd.
Ora è giunto il momento dell'esordio su full-length per la Dais Records, etichetta che appare decisamente appropriata: il suo catalogo include infatti sia preziose ristampe di early-industrial (oltre al già citato Genesis P. Orridge, troviamo lavori di artisti come Maurizio Bianchi, Missing Foundation e Ghédalia Tazartès) che band contemporanee (meritatamente) sulla cresta dell'hype più "dark": Cold Cave, Iceage, Cult Of Youth e altri ancora; un roster di tutto rispetto a cui ora si vanno ad aggiungere i deliri al vetriolo di questi due terroristi sonici.

"Let The Sky Burn" è il grido di battaglia con cui si apre il disco: il brano, incandescente come il metallo che cola in un freddo stampo, graffia con i suoi rumorismi un battito pulsante che sovrasta il campionamento di un discorso della pacifista Dahlia Wasfi: gli YC non fanno certo parte della "maggioranza silenziosa".
L'electro-goth degli Youth Code si sviluppa quindi lungo episodi industrial-rock (la ministry-ana "What Is The Answer?") e brani protesi verso una metal-dance più che mai harsh ("No Animal Escapes", "Distorted Views"), delineando un mondo apocalittico dove l'ascoltatore, nella sua fuga tra i vicoli di una metropoli post-atomica, è inseguito da nuovi barbari al ritmo di percussioni di metallo e silicio.

Tre canzoni del demo sono state ri-registrate ("Sick Skinned", l'anthem "Destroy, Said She" e la citata "What Is The Answer?"): il loro suono è stato  leggermente ripulito ma - Ryan e Sara ci tengono a precisarlo - non è musica pensata per i club, come non lo erano il punk e l'industrial a cui i due si rifanno.
Il risultato evoca le migliori produzioni della Wax Trax, la storica etichetta statunitense che licenziò oltreoceano i lavori di KMFDM, Coil e Laibach.
Musica intransigente, a livello sonoro ma anche tematico, che colloca i nostri sulla scia di "cattivi maestri" come i seminali Skinny Puppy, perfetta per sedurre gli amanti del rumore delle macchine e del caos in musica.

(30/10/2013)



  • Tracklist
  1. Let The Sky Burn
  2. First & Last 
  3. Carried Mask 
  4. "Destroy" Said, She 
  5. Rest In Piss 
  6. What Is The Answer? 
  7. No Animal Escapes 
  8. Distorted Views 
  9. Sick Skinned 
  10. Wear The Wounds
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