Adrian Crowley

Some Blue Morning

2014 (Chemikal Underground) | alt-folk orchestrale

È chiaro fin dalle prime note di “Some Blue Morning” che la carriera di Adrian Crowley è a un punto di svolta. Si tratta forse del disco in cui l’investimento di sé (in un repertorio in cui è comunque sempre rimasto alto) è al suo apice, in cui l’ispirazione dell’irlandese nato a Malta si invola lungo arrangiamenti caratterizzati da una tentazione orchestrale o cameristica tormentata e matura al contempo.
Il tono, le interpretazioni di Crowley esprimono inoltre uno “stato di forma” che appartiene a un cantautore nel pieno delle sue capacità espressive e della sua comprensione di queste, e mai come in “Some Blue Morning” il maestro Callahan sorveglia i desolati paesaggi interiori del disco.

Alcuni pezzi uniscono infatti le declamazioni sornionamente esistenziali dell’ultimo Bill agli arrangiamenti lievi, bucolici di “Sometimes I Wish We Were An Eagle” (“The Stranger”, “Golden Palominos”), spingendo però il piede sull’acceleratore della suggestione, sia nel racconto testuale che nel paesaggio sonoro (“The Magpie Song”).
Si giunge così all’epifania postmoderna dello spoken word di “The Wild Boar”, punto di massima esemplificazione del percorso intrapreso da Crowley in questo lavoro e dello stato spirituale del disco – e allo stesso tempo il momento più “telefonato” dal punto di vista artistico.

L’ispirazione è sensibile negli arrangiamenti e nell’esecuzione non quanto nella scrittura, però, che non brilla anche in brani che possono contare su un sostrato poetico come “The Hatchet Song”. Lo stesso si può dire, purtroppo, della title track, per il resto bel crooning con arrangiamento d’archi Muhly-iano.
Un disco non facilissimo, da apprezzare con calma, ma che comunque lascia qualche dubbio anche a distanza di diversi ascolti.

(03/12/2014)



  • Tracklist
  1. Some Blue Morning
  2. The Hungry Grass
  3. The Magpie Song
  4. The Stranger
  5. Trouble
  6. The Gift
  7. The Angel
  8. Follow If You Must
  9. The Wild Boar
  10. The Hatchet Song
  11. Golden Palominos
https://play.spotify.com/album/
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