Adult Jazz

Gist Is

2014 (Spare Thoughts) | art-pop

Se volessimo descrivere la musica degli Adult Jazz in poche ma dense parole, non dovremmo far altro che citare Harry Burgess, il cantante della band. In un’intervista, egli ha dichiarato che tutto inizia dal “deviare dalla forma” (“deviating from form”).
Già, la forma. Proporne una nuova è di sicuro una delle più grandi sfide per l’artista di oggi: trovare nuove figure, nuove linee, o almeno disegnarle e collegarle in maniera diversa.

Il quartetto di Leeds ha affrontato questa sfida partendo dal gradino più basso: l’esordio auto-prodotto con un’etichetta, la Spare Thoughts, di loro proprietà. Dopo due anni passati a suonare in una fattoria scozzese, ecco quindi “Gist Is”: 9 brani tra art-pop, sperimentazioni e influenze jazz. La canzone più breve, “Be A Girl”, dura 2 minuti e mezzo; la più lunga, “Spook”, quasi dieci.
Se “Gist Is” fosse una commedia, il ruolo da protagonista lo reciterebbe di sicuro Burgess: la sua voce è onnipresente, che sia sotto forma di falsetti ("Donne Tongue"), scatt singing ("Am Gone"), in reverse ("Idiot Mantra") o trasposta d’intonazione ("Hum"). Non si limita alle solite linee vocali, ma canta riff e si inserisce nell’arrangiamento come se fosse uno strumento. Nel loro sound a volte sembra di riconoscere l’influenza delle chitarre degli Alt-J, delle voci dei Wild Beasts, o delle sperimentazioni di Bjork e Micachu, come ammesso da loro stessi.

Ma veniamo alle canzoni. “Hum”, primo brano dell’album, apre il sipario dolcemente: l’organo, i fiati e le linee vocali di Burgess formano un tappeto che ci accompagna per ben quattro minuti. Tanto bisogna aspettare per l’ingresso di una zoppicante batteria, che con il procedere del brano si distende e ci porta finalmente a un climax promesso per ben sei minuti. Stesso tipo di struttura presentano “Pigeon Skull” e “Spook”; quest’ultimo in particolare può essere considerato il brano più importante e intenso dell’album. "I write these songs to trick God/ And I do not take it lightly”, canta Burgess, e poi è tutto un emozionante crescendo fino al finale.

Diverse sono invece “Am Gone” e la brillante “Springful”, meno dilatate e infarcite di riff cantati in stile scat. Anche quest’ultima però, per quanto scelta come singolo, non presenta una regolare struttura strofa-ritornello e ha nel testo - almeno apparentemente - nonsense la sua peculiarità (“Right-eye honour, coat of armour, and I’m proud/ With my left eye, dreams are leadlike, and I’m down”).
Infine, spicca di sicuro la splendida “Idiot Mantra”, caratterizzata da atmosfere che richiamano quelle dei These New Puritans di “Hidden”, grazie alla forte impronta data dalle percussioni e dalle melodie esotiche. Come suggerito dal titolo, più che una canzone sembra di ascoltare un canto rituale, merito delle sopracitate percussioni e del canto di Burgess.
Non sono invece all’altezza del resto della tracklist gli ultimi due brani dell’album, “Be A Girl” e “Bonedigger”: per quanto ascoltati e riascoltati non lasciano alcuna traccia o quasi.

Nonostante il sound degli Adult Jazz non sia rivoluzionario, di sicuro è uno dei più distintivi e apprezzati di questo 2014. Non è un album per gli amanti dell’alt-pop nelle sue forme più classiche: in alcuni punti può risultare troppo ricercato, cervellotico. Per chi invece è in cerca di qualcosa di nuovo e coraggioso, di un altro modo per raccontare la storia, gli Adult Jazz possono essere una piacevolissima sorpresa.

(30/09/2014)

  • Tracklist
  1. Hum
  2. Am Gone
  3. Springful
  4. Donne Tongue
  5. Pigeon Skulls
  6. Spook
  7. Idiot Mantra
  8. Be A Girl
  9. Bonedigger


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