Aglaia

Primeval Niebula

2014 (Hic Sunt Leones) | ambient

A partire dall'abbandono di Gianluigi Toso, Gino Fioravanti ha fatto di Aglaia il veicolo dei suoi cammini interiori, ora liberi di essere trasformati in musica senza uscire dalla dimensione della sua personalità. Per quanto Toso abbia continuato ad assistere l'ex partner nell'editing finale – e dunque senza interporre la sua sensibilità all'interno del processo compositivo ed esecutivo – la musica dell'Aglaia odierno è un flusso costante di pochi ma fondamentali elementi, che mira all'abbandono della dimensione percettiva sensoriale per scendere il più possibile in profondità meditative.

Sostanzialmente in contemporanea al meraviglioso “Intangible Opacity”, Aglaia ha pubblicato anche questo “Primeval Niebula”, un lavoro composto della medesima sostanza spirituale ma che si mantiene volutamente più in superficie, senza dunque rinunciare al confronto con elementi “terreni”. Interessante è riscontrare la variazione del mood, qui decisamente più melancolico e meno sereno, in quanto ancora soggetto a emozioni provenienti da un contatto con l'esteriorità. Dimostrazione di quest'ultimo sta pure nei suoni, anch'essi elaborati con un approccio decisamente più organico e “concreto”, e nel meraviglioso artwork firmato da Alio Die in persona.

Anche i titoli dei brani parlano di elementi evocativi ma appartenenti alla Terra, dal “Geyser” reso in forma di zampilli melodici e nebbia di droni, al “Magma” la cui colata è simulata attraverso un ritmo impercettibile, per arrivare alla più umana “Oil Lamp” che introduce pescando molto dal Mychael Danna più autunnale. Per quanto si tratti in ogni caso di immagini prive di un reale contatto con l'esterno, l'arte interiore di Aglaia sembra voler fare i conti con la bellezza e la profondità indagabile propria anche della Natura incontaminata, che si presenta indirettamente pure nell'inquieta e desertica “Aeolian Rocks” e nel respiro spontaneo della title track.

La stellare “Green Kite” sembra invece guardare più in la, oltre la dimensione del visibile e dell'osservabile, al pari della fluttuante “Half Moon”, della più concreta “Photosphere” e del finale a giravolte colorate di “Whirls Of Life”. Altrove, invece, prende forma un rientro fra le braccia del pensiero puro: l'atarassia avvolgente di “Blu”, “Hyperbole” e “Epicycle” inscena quasi uno stadio preliminare a quell'immersione nei meandri interiori mostrata in tutti i suoi processi in “Intangible Opacity”. Anche a contatto con l'esterno, l'arte di Aglaia riesce a distinguersi.

(30/01/2015)

  • Tracklist
  1. Oil Lamp
  2. Primeval Niebula
  3. Geyser
  4. Green Kite
  5. Aeolian Rocks
  6. Epicycle
  7. Half Moon
  8. Photosphere
  9. Hyperbole
  10. Magma
  11. Microclimate
  12. Blu
  13. Whirls Of Life
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Recensioni

AGLAIA

Intangible Opacity

(2014 - Hic Sunt Leones)
Il nuovo cammino interiore in musica firmato da Gino Fioravanti



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