Alt-J

This Is All Yours

2014 (Infectious) | alt-pop

Un album di debutto tanto interessante quanto (forse troppo generosamente?) celebrato da una larga fetta di critica, trasformato frettolosamente in Sacro Graal dagli assetati indie-kid in perenne ricerca della next big thing dell'ultimo quarto d'ora. Un paragone scomodo con i Radiohead che, ammettiamolo, ha suscitato più di una risata. Una band di albionica provenienza, dal nome "giusto" e dall'aspetto ordinario e rassicurante tipico dei bravi ragazzi di Cambridge, verde culla di un'altra band inglese che, ironia della sorte, con la forma del triangolo ha avuto un certo feeling.
Due anni d'attesa per il secondo lavoro degli Alt-J; un biennio per confermare o smentire le attese, per ritagliarsi un posto d'eccezione nell'affollata costellazione delle piccole-grandi band alle porte del mainstream. In buona sostanza, per non toppare l'approccio al secondo album che, a detta di tutti, è sempre il più difficile.

Iniziamo subito con un paio di doverose premesse. "This Is All Yours" non è affatto un disco brutto, ma non è neanche quel capolavoro totale che in molti, forse non proprio a ragione, si aspettavano. Quella che ascolterete in questi cinquanta minuti sarà la cronaca sfocata e rarefatta di un viaggio verso (e attraverso) la città giapponese di Nara, suggestivo rimando alla libertà dell'uomo e all'eterno legame con la natura che lo circonda e, spesso, lo distrugge.
E come la metropolitana emancipazione dei cervi di Nara, animali venerati nell'antica capitale nipponica e lasciati liberi di girare indisturbati per i parchi della città, anche noi avvertiamo a tratti un senso di arcaica e viscerale emancipazione dalla nostra frenetica quotidianità, specialmente negli episodi più riflessivi e acustici del disco.
Un ritorno alle origini, una fuga dal caos opulento della città. Queste sono le coordinate e gli intenti di "This Is All Yours". E così ci lasciamo prendere per mano dall'alt-folk scheletrico di "Pusher", dai toccanti barocchismi pastorali di "Warm Foothills", dall'arrivo e dalla finale dipartita dal lontano Giappone ("Arrival In Nara" e "Leaving Nara"), cullati dolcemente da vocalizzi e melodie diluite e dilatate che tradiscono un palese ancorché apprezzato richiamo a Bon Iver e Fleet Foxes.

Dicevamo quindi del contatto con la natura e con la storia più o meno antica. Un approccio sottolineato dagli echi medievali che emergono in "Every Other Freckle" (riuscito cortocircuito spazio-temporale fra gli antichi villaggi inglesi e la caotica modernità delle nostre metropoli) e dai sample di campane, uccelli e insetti che ci riportano alle scene bucoliche dei Grandchester Meadows, tanto per restare in tema con Cambridge e con "quell'altra band dei triangoli".
Le atmosfere si fanno più scure e sintetiche nel singolone "Hunger Of The Pine", impreziosito (?) dal campionamento di un verso di Miley Cyrus, mentre l'ariosa orchestrazione di "Bloodflood pt.II" contiene talmente tanti richiami a sonorità diverse (Daughter, Sigur Rós, Four Tet) che alla fine non riesce a darsi dei contorni ben definiti e rimane nell'odioso limbo del "vorrei ma non posso".

E così, forse, abbiamo identificato il vero problema degli Alt-J. Una band certamente dotata di potenzialità, di coraggio e di quella giusta dose di coolness facilmente spendibile, ma che fatica ancora a trovare il proprio personale focus creativo. Questo "This Is All Yours", se per certi versi può esser considerato un album più maturo e profondo rispetto al suo predecessore, proprio per questo suona ancora troppo annacquato, distante e, a tratti, addirittura capzioso. Provate ad ascoltare "Choice Kingdom" senza sbadigliare, per tacere dell'insipido ed evitabilissimo blues-rock di "Left Hand Free".
Nonostante queste considerazioni all'apparenza distruttive, restano gli sparuti bagliori e le emozioni evocate da piccole gemme come "Nara" e la già citata "Warm Foothills". Ecco perché la tanto temuta "prova del due", seppur parzialmente, può dirsi superata.

(24/09/2014)

  • Tracklist
  1. Intro
  2. Arrival In Nara
  3. Nara
  4. Every Other Freckle
  5. Left Hand Free
  6. Garden Of England - Interlude
  7. Choice Kingdom
  8. Hunger Of The Pine
  9. Warm Foothills
  10. The Gospel Of John Hurt
  11. Pusher
  12. Bloodflood pt. II
  13. Leaving Nara
Alt-J on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.