Balduin

All In A Dream

2014 (SunStone) | psych-pop

Polistrumentista, appassionato di apparecchi e procedimenti vintage, folgorato dallo psych-pop anni Sessanta, che riproduce con piglio moderno e tocco barocco. Alzi la mano chi non sta pensando a Jacco Gardner, e come darvi torto: i punti di contatto non finiscono qui. Benché più vecchio di una decina d'anni rispetto al collega olandese, e a fronte di una carriera inaugurata nell'ormai lontano 2001, e fino a oggi rimasta nell'ombra, anche Balduin ha iniziato a suonare quando aveva soltanto otto anni allorché, in seguito all'ascolto di “Revolver”, si fece comperare una chitarra acustica.
L'exploit di Gardner ha probabilmente tracciato una strada inedita nel revival sixties, e l'alchimista (così si definisce) di Berna ha colto la palla al balzo: di fatto, lui era già pronto da molto tempo. Inserito nel roster della giovane label inglese Sunstone Records, il compositore svizzero - che suona letteralmente tutto, dal sitar alle tastiere ai device elettronici - ha pubblicato pochi mesi fa l'Ep “The Glamour Forest” e dà alle stampe oggi “All In A Dream”, raccolta dei brani scritti nell'ultima manciata di anni.

I riferimenti sono chiari, talvolta persino espliciti: la preziosa cover di “Which Dreamed It”, ipnotico capolavoro di Boeing Duveen & The Beautiful Soup datato 1968, instrada l'album verso lidi lisergici dopo la sbarazzina introduzione di “Love Is You”, peraltro già ampiamente speziata di quelle sonorità beatlesiane che torneranno a farsi sentire nelle sperimentazioni surrealiste di “You Can Never Pipe My Fancy From My Dear” e nella ballata in puro stile Lennon “Father”.

Balduin, però, sa andare ben oltre i modelli: con stile asciutto e tocco sopraffino dà vita a un campionario di brani mai banali, sempre votati a quella ricerca melodica che è il vero marchio di fabbrica dell'opera. Il pop-rock di “Kite Come Back” si accende di suggestioni cinematiche, “Change” è un'onirica quanto splendida ballata, “Autumn” e la breve “Glamour Forest” si raccolgono in lievi atmosfere folk, la caleidoscopica marcia di “Prisma Colora” dona nuove inflessioni alla materia psych, mentre “The Labyrinth” si dilata in panorami barrettiani e “Through The Snow” torna alla lezione dei Fab Four per veicolarla verso sonorità barocche e chiudere la corsa in un finale di pura sperimentazione.

La chiave di lettura di “All In A Dream” risiede nell'apparente facilità con cui Balduin assembla soluzioni e suggestioni vicine e lontane in un sound leggero nei toni e affascinante nei contenuti. Classe e sostanza: una gran bella scoperta.

(08/10/2014)

  • Tracklist
  1. Love Is You
  2. Which Dreamed It
  3. Autumn
  4. Kite Come Back
  5. Glamour Forest
  6. Prisma Colora
  7. You Can Never Pipe My Fancy From My Dear
  8. Father
  9. Mirror, Mirror
  10. The Labyrinth
  11. Pretty Size!
  12. Change
  13. The Music
  14. Through The Snow
  15. Waves, Stars & Moon
  16. I Can Hear You


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