Bevis Frond

Miasma (ristampa)

2014 (Cherry Red) | psychedelic

Il sessantunenne chitarrista inglese Nick Saloman può, dopo trent'anni di attività discografica e quaranta in cui bazzica le scene da dietro le quinte, fregiarsi dell'appellativo di musicista mitico, vista anche la sua caparbietà nel voler portare avanti un proprio discorso personale, incurante di mode e cliché. Di sicuro ha il merito di essere un onesto artigiano, sebbene non abbia praticamente mai inventato nulla, pescando a piene mani nella psichedelia acida dei Sixties. Nonostante ciò, il suo stile ha un che di unico, forse dovuto al fatto di aver quasi sempre prodotto dischi a un livello sub-amatoriale, perlomeno nei primi anni della sua carriera. La sua fama sotterranea la deve in gran parte al lavoro svolto in suo favore dalla fanzine Ptolemaic Terrascope in Inghilterra e da Rockerilla qui in Italia.

Appena racimolato un po' di denaro sufficiente, il buon Nick lo investì nella creazione di una propria etichetta discografica, la Woronzow, per la quale fece uscire il suo primo album (che in realtà altro non è che un suo demo tape ufficializzato), "Miasma" (1987), il quale venne anche stampato negli Usa per mezzo della Reckless. L'attuale ristampa della Cherry Red ricalca fedelmente quella già esaurita della Rubric del 2001, note e bonus track comprese, ad eccezione di un breve saggio introduttivo scritto da Dave Henderson del magazine Mojo.

Il breve intro "Garden Gate" già riesce a evocare il fascino arcano e genuinamente naif del mondo musicale di Bevis Frond. Ogni singolo brano contenuto nel disco è un suo sentito tributo a un'epoca che ha vissuto quando era adolescente. Tra i più riusciti vanno senz'altro citati "She's In Love With Time" e "Maybe", mirabilmente in bilico tra il baroque-pop degli Strawberry Alarm Clock e aromi lisergici orientali.
La felice melodia alla Byrds di "Splendid Isolation" avrebbe fatto gola a Grant Hart. In "Confusion Days" si assiste a una stravagante versione di uno stile hendrixiano (Hendrix è da sempre uno dei numi tutelari di Saloman), mentre "Ride The Train Of Thought" è una bella e trascinante cavalcata psichedelica con tanto di organo Farfisa, nel segno degli Opal.
Il vertice è forse rappresentato dal lungo brano acido "Wild Mind", che riporta alla mente il clima rovente dei gloriosi Deviants. Ovviamente non potevano mancare logorroici assoli di chitarra, come in "Wild Afternoon", e pure brevi ricami acustici rinascimentali, come in "The Earl Of Walthamstowe". Trova posto anche un hard-rock melodico, "The Newgate Wind", a suggellare il marchio di fabbrica del proprio stile per il resto degli anni a venire. In definitiva, un tributo oleografico a un'era musicale, ma fatto con dovuto gusto, sincera passione e competenza.

Non tutto è perfetto in questo primo album, ma poco importa. Saloman preferisce dare maggiore enfasi alle suggestioni, piuttosto che dedicarsi all'innovazione, di cui è incapace. Nonostante i suoi evidenti limiti compositivi, riuscì a coinvolgere David Tibet nella realizzazione del suo magnum opus "New River Head" (Woronzow, 1991). Le sette bonus track allegate provengono tutte da svariati demo di quello stesso periodo. In particolare si fanno notare la psichedelia "infernale" alla Arthur Brown di "Find My Way Home" e quella onirica di "I Eat The Air", paradossalmente affine a quella dei torinesi No Strange (e con i Pink Floyd di "Zabriskie Point" sempre dietro l'angolo). "South Hampstead Rain" si sviluppa su un canovaccio folk-rock, che però non è stato sviluppato a dovere.
In conclusione, questa ristampa è un "must" per ogni appassionato di neo-psichedelia, pur con tutte le sue chiare imperfezioni.

(11/09/2014)

  • Tracklist
  1. Garden Gate
  2. She's In Love With Time
  3. Wild Mind
  4. Wild Afternoon
  5. Splendid Isolation
  6. The Earl Of Walthamstowe
  7. The Newgate Wind
  8. Release Yourself
  9. Maybe
  10. Ride The Train Of Thought
  11. Confusion Days
  12. Find My Way Home
  13. I Eat The Air
  14. Song From Room 13
  15. Need All Your Loving
  16. High Wind In The Trees
  17. South Hampstead Rain
  18. Lookss Like Rain (#1)
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