Bologna Violenta

Uno Bianca

2014 (Dischi Bervisti/ Wallace/ Woodworm) | avant-rock, electro, metalcore

Dopo aver indossato i panni di deturpatore virulento della sottocultura in “Il nuovissimo mondo” e aver toccato un nuovo record di efferatezza “discorrendo” di politica in “Utopie e piccole soddisfazioni”, il multistrumentista, compositore e produttore veneto Nicola “Bologna Violenta” Manzan precisa il suo compito narrando un pezzo ben delimitato e "violento" di storia recente della “sua” Bologna in “Uno Bianca”. Non serve spiegare gli intenti narrativi di questo suo quarto album solista, essendo il titolo già più che didascalico: ripercorrere (come al suo solito in tempistiche atomiche, in tutto poco più di mezz’ora) ascesa, apice e declino della banda criminale dei fratelli Savi nella loro scia di omicidi, rapine, ricettazioni, assalti, ricatti, etc.

Il problema è che qui Manzan si autocita senza immaginazione e di nuovo con i medesimi mezzi: scariche speedcore di basi elettroniche e accordi al fulmicotone, in schegge brevissime che pressoché non si distinguono, a parte un sempre bizzarro uso dei campioni. Per arrivare alle emozioni bisogna attendere i brani più lunghi, come la “suite” di 4 minuti di “4 gennaio 1991” (introduzione da camera, progressione epic-metal a tripla velocità, sospensione ambientale-corale), l’adagio barocco per violino, organo e arpa di “7 ottobre 1993”, dapprima umile quindi solenne e sinfonico, e la cavatina da ensemble d’archi di “2 maggio 1991”. Questi tre brani espongono finalmente una vera visione compositiva sopra la violenza a getto continuo, ma non si sintonizzano col resto del disco.

Concept, concordato anche con l'associazione delle vittime prima della lavorazione, con i suoi elementi d’organica avanguardia, la tracklist “a diario”, un misterioso colpo di campana che rintocca in ogni brano, una biografica promenade di cronaca nera che si ascolta “a programma” con l’accluso commentario di pugno dello stesso autore. La sostanza musicale, troppo intenta a spettacolarizzare il plot, è in ogni caso grezzume ridondante: è un Manzan serioso che convince di più quando - di rado - smette i panni d’iconoclasta electro-core e torna distinto violinista. Più divertente, espressiva e caustica la parodia “papale” Polonia Violenta (2013), 6 minuti di duetti tra tuoni black-metal, grindcore e doom, e collage d’invettive di Wojtyla.

(20/02/2014)

  • Tracklist
  1. 19 giugno 1987 - Pesaro: rapina casello A-14
  2. 31 agosto 1987 - San Lazzaro di Savena (Bo): rapina casello A-14
  3. 3 ottobre 1987 - Cesena: tentata estorsione
  4. 30 gennaio 1988 - Rimini: rapina supermercato Coop
  5. 19 febbraio 1988 - Casalecchio di Reno (Bo): rapina supermercato Coop
  6. 20 aprile 1988 - Castelmaggiore (Bo): attacco pattuglia Carabinieri
  7. 19 settembre 1988 - Forlì: rapina supermercato Coop
  8. 26 giugno 1989 - Bologna: rapina supermercato Coop
  9. 15 gennaio 1990 - Bologna: rapina ufficio postale
  10. 6 ottobre 1990 - Bologna: rapina tabaccheria
  11. 10 dicembre 1990 - Bologna: assalto campo Rom
  12. 22 dicembre 1990 - Bologna: attacco lavavetri extracomunitari
  13. 23 dicembre 1990 - Bologna: assalto campo Rom
  14. 27 dicembre 1990 - Castelmaggiore (Bo): rapina distributore
  15. 4 gennaio 1991 - Bologna: attacco pattuglia Carabinieri
  16. 20 aprile 1991 - Bologna: rapina distributore
  17. 30 aprile 1991 - Rimini: attacco pattuglia Carabinieri
  18. 2 maggio 1991 - Bologna: rapina armeria Volturno
  19. 19 giugno 1991 - Cesena: rapina distributore
  20. 18 agosto 1991 - San Mauro a Mare (Fc): agguato auto senegalesi
  21. 28 agosto 1991 - Gradara (Ps): scontro a fuoco con due poliziotti
  22. 24 febbraio 1993 - Zola Predosa (Bo): rapina banca
  23. 7 ottobre 1993 - Riale (Bo): rapina banca
  24. 3 marzo 1994 - Bologna: rapina banca
  25. 24 maggio 1994 - Pesaro: rapina banca
  26. 21 ottobre 1994 - Bologna: rapina banca
  27. 29 marzo 1998 - Rimini: suicidio Giuliano Savi
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