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Kollektion 1: Sky Records

2014 (Bureau B) | kraut-rock

La Sky Records era una piccola etichetta con sede ad Amburgo, la cui fondazione data 1975 a firma del compianto Günter Körber. Un nome che potrebbe dire poco a chi è meno familiare con l'ambiente delle label: trattavasi, in ogni caso, di uno dei più istrionici e lungimiranti artigiani della discografia tedesca, cresciuto professionalmente nel vivaio Ohr (la prima vera grande e ad oggi più emblematica etichetta kraut-rock) prima di iniziare la carriera in proprio con la Brain, altro imprescindibile contenitore cosmico. Quella della Sky Records fu la sua ultima (e più longeva) esperienza professionale, iniziata proprio quando la seconda generazione (quella ad oggi più spesso dimenticata) della grande scuola kraut muoveva i primi passi. A differenza delle già citate Ohr e Brian, Körber scelse di mantenere Sky Records come un piccolo e curatissimo orticello, senza ambire a saturare o monopolizzare in alcun modo il suo ambito d'azione.

Chi negli ultimi cinque anni ha invece letteralmente saturato il mercato kraut, arrivando addirittura a sconfiggere la monumentale opera di ristampa intitolata Synthetic Symphony e firmata (qualcosa di semplicemente impensabile una decina d'anni fa) è la Bureau B. Che, nonostante la copertura quasi totalitaria del repertorio a cui si è offerta di restituire linfa, proprio sulla seconda generazione kraut ha da sempre puntato la sua lente di ingrandimento. Naturale dunque, a un anno esatto dalla scomparsa di Körber, dedicare alla sua creatura un sentito omaggio, che prende oggi la forma di questa raccolta, la prima di una serie dedita a fornire una panoramica dei generi trattati dalla sotto-etichetta della blasonata Tapete. Una collezione la cui compilazione è stata affidata a Tim Gane degli Stereolab, uno che con i pionieri dell'elettronica tedesca ha un debito importante fin dai tempi dei suoi esordi prettamente harsh-noise.

Dando una sbirciata rapida alla tracklist, risulta chiaro fin da subito che i Cluster della seconda fase (a parere di chi scrive, senza dubbio la più straordinaria, influente e ancor oggi attuale) siano stati il nome di punta dell'intero catalogo Sky. A rappresentarli qui vi sono la breve e bizzarra marcetta acida di “Prothese”, datata 1979 e proveniente da un disco fra i più curiosi e incompresi della loro discografia (“Großes Wasser”) e la lunga e dissonante “Seltsame Gegend”, un palese omaggio a Stockhausen che aprì in “Curiosum” i loro anni Ottanta. Una scelta coraggiosa quanto azzeccata quella di lasciar fuori qualsiasi estratto dal capolavoro “Sowiesoso”, l'apice dei “secondi Cluster” nonché forse il loro disco più noto. Anche perché a far luce sulla purezza ambientale dei due ci pensa un altro capolavoro, “The Belldog”, firmato a sei mani con Brian Eno ed estratto dal sottovalutatissimo “After The Heat”.

La scelta di Gane di soffermarsi sui tesori meno noti lasciando da parte i classici da enciclopedia della storia della musica è confermata anche nelle selezioni dai percorsi paralleli dei due Cluster. Di Roedelius, tutte provenienti dal suo repertorio melodico, troviamo la gemma quasi pop “Glaubersalz” dal debutto solista “Durch die Wüste”, la più quieta “Regenwerum” e la sognante “Geradewohl” a testimonianza dei celebri “Selbsportrait” (rispettivamente dal secondo e dal terzo), il dolcissimo notturno di “Veilchenwurzeln” a mostrare la sua impagabile influenza sulla new age di lì a venire, e la giocosa “Auf Der Höhe” dal secondogenito “Jardin Au Feu”, chiamata a chiudere in bellezza i conti. Del Moebius solista, la cui produzione è decisamente scarsa, appare solo il bolero di “Rattenwiesel”, e sono invece le sue collaborazioni a trovare lo stesso ampio spazio concesso alla carriera solista di Roedelius.

Quella, celebre, con Conny Plank, qui con la divertentissima “Conditionierer”, una sorta di sonata country per basso, drum machine e macchine analogiche che dà sfoggio della spiccata autoironia propria di gran parte dei “secondi” corrieri tedeschi. E quella, se possibile ancor più bizzarra, con il misterioso Gerd Beerbohm, in sapore di una techno trasfigurata su “Doppelschnitt” e di preamboli industriali già oltre il kraut su “Glucose”.
A completare il puzzle dei big, il Michael Rother malinconico del dopo-Neu! su “Feuerland”, lontano dal motorik con la sua chitarra intenta a lacrimare. C'è spazio anche per due nomi “minori”, o per meglio dire dimenticati benché fondamentali: Asmus Tietchens, che apre le danze con l'invocazione distesa di “Wein aus Wien” e spezza il ritmo a metà raccolta con una delle sue classiche vignette espressioniste (“Trümmerköpfe”), e Günter Schickert, in un curiosissimo duetto tra chitarra e rumori metropolitani (“In Der Zeit”).

Lascia un pizzico di amaro in bocca, invece, la “Himmelbau” dello sfortunato e talentuoso Wolfgang Riechmann, ovvero il grande escluso della dinastia di Düsseldorf, cresciuto con Rother e Wolfgang Flür e morto prematuramente nel 1978 per le percosse subite senza motivo da due giovani in stato d'ebbrezza. “Wunderbar”, il suo unico testamento firmato proprio Sky Records, è uno dei tesori più nascosti dell'elettronica krauta: un disco di pura synth-music, decisamente “semplice” e spontanea rispetto ai canoni tipicamente tedeschi. Una gemma che, condividendo “le mura” con i fuoriclasse qui presenti, arriva tardivamente dove gli spetta: a trovare un posto fra i grandi di uno dei movimenti musicali più straordinari che la storia contemporanea ricordi. E se il kraut-rock, oltre che nell'influenza esercitata su nove decimi dell'elettronica attuale, è ancora vivo nella sua forma originaria , molto lo dobbiamo a Bureau B e ad operazioni come questa.

(17/10/2014)

  • Tracklist
  1. Asmus Tietchens - Wein aus Wien
  2. Moebius & Beerbohm - Doppelschnitt
  3. Roedelius - Glaubersalz
  4. Michael Rother - Feuerland
  5. Cluster - Prothese
  6. Roedelius - Regenwurm
  7. Moebius & Plank - Conditionierer
  8. Asmus Tietchens - Trümmerköpfe
  9. Roedelius - Geradewohl
  10. Eno Moebius Roedelius - The Belldog
  11. Moebius & Beerbohm - Glucose
  12. Roedelius - Veilchenwurzeln
  13. Riechmann - Himmelblau
  14. Moebius - Rattenwiesel
  15. Günter Schickert - In der Zeit
  16. Cluster - Seltsame Gegend
  17. Roedelius - Auf der Höhe
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