Carlos Cipa

All Your Life You Walk

2014 (Denovali) | modern classical, post-new age, post-minimalism

C'è voluta la compare Sophia Jani, all'inizio di quest'anno, per permettere a Carlos Cipa di emergere dall'oblio seguente l'insuccesso del suo primo lavoro. Tra i pochi che hanno creduto da subito in lui c'è sicuramente Denovali, già firmataria di “Relive” e confermata al timone discografico per questo suo secondo lavoro in solitaria. Un disco promettente, per certi versi (paradossalmente) coraggioso, con il quale Cipa si libera in maniera perentoria della patina classicista del passato, per sposare senza mezzi termini una formula a cavallo tra post-minimalismo pianistico à-la-Wim Mertens e melodismo a due passi dalla fu-new age (Liz Story e Wayne Gratz, tanto per dirne due).

“All You Life You Walk” è strutturato davvero come una passeggiata interiore, un'esplorazione di più ambienti scandita in due tempi: la caratterizzazione generale di ciascuno spazio - in forma di sei “Fragment” introduttivi - e l'approfondimento emotivo lasciato alle più lunghe digressioni dei brani titolati. Una sorta di via di mezzo tra la forma-soundtrack e il viaggio puro, spontaneo, che si evolve nell'umore sonoro col passare dei brani, da una partenza rasserenata a un finale malinconico e introspettivo. Per fare ciò, Cipa si appoggia coscientemente sui cliché tipici del piano solo, più interessato a raccontare una storia che a far evolvere in questa o quella direzione il suo linguaggio.

L'introduzione del primo “Fragment” e, soprattutto, il main theme tutto mertensiano (si pensi a “Lisa”) della splendida “And Gently Drops The Rain” costituiscono il manifesto stilistico di un lavoro che si tiene alla larga da qualsiasi forzatura “colta”, di un disco che si inserisce volutamente nel filone più pop del classicismo contemporaneo. Da lì, la più nebbiosa “Secret Longing” prosegue il cammino accentuando i toni nostalgici, mentre al contrario la lunga “Hang On To Your Lights” si colloca in quei terreni squisitamente mediterranei dei quali il nostro Bruno Bavota si è di recente auto-proclamato sovrano primo.

Cipa riesce pure a stupire quando si diletta tra bonghi e vibrafoni, come nel carillon del secondo “Fragment”, quando flirta con l'atonale, come nel terzo o nel quarto, o quando mira alla maestosità nymaniana in “A Broken Light For Every Heart”.
Tutta la seconda parte del lavoro, dopo il lento elogio alla malinconia di “For They Had Things To Say” e il meraviglioso inchino al minimalismo pianistico più denso di “Needle In A Doll”, si assesta su territori più notturni. Così “Step Out From Time”, a un passo da Kostia, e “Today And It's Gone” fanno l'eco all'Einaudi più dimesso, seguendo a ruota la marcia inquieta del quinto “Fragment”.

“Nowhere To Be Found” chiude assieme al sesto “Fragment” facendo una sorta di riassunto a posteriori, sintetizzando in dieci minuti scarsi un viaggio fatto di piccole suggestioni, impressioni, visioni ed emozioni. Un viaggio nel quale sconsigliamo di imbarcarsi chiunque nella musica cerchi solo l'innovazione, lo stupore, la perizia tecnica o la complessità atmosferica, e che farà innamorare invece gli amanti del pop in tutte le sue forme.

(21/11/2014)

  • Tracklist
  1. Fragment #1
  2. And Gently Drops The Rain
  3. Hang On To Your Lights
  4. Secret Longing
  5. Fragment #2
  6. For They Had Things To Say
  7. Needle In A Doll
  8. Fragment #3
  9. A Broken Light For Every Heart
  10. Fragment #4
  11. Step Out From Time
  12. Today And It's Gone
  13. Fragment #5
  14. Nowhere To Be Found
  15. Fragment #6
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