Carlos Cipa & Sophia Jani

Relive

2014 (Denovali) | modern classical

Dopo un 2013 che ha visto il suo sempre impeccabile catalogo mantenersi su livelli qualitativi se possibile ancor più elevati rispetto a una media già invidiabile, anche per Denovali è tempo di inaugurare questo 2014, che coincide anche per l'etichetta tedesca con il nono anno di attività. A dare il battesimo alla nuova annata è chiamato un disco breve, fugace e sfuggente, firmato da una coppia nata e cresciuta musicalmente nel vivaio della label: una sorta di operazione in famiglia, quasi a voler dare un la il più possibile graduale, sfumato, in grado di adattarsi appieno a un gennaio che in Europa ha visto nebbia e nuvole come indiscussi protagonisti paesaggistici.

Carlos Cipa e Sophia Jani fanno coppia nella vita così come nella musica: il primo è una delle ultime scoperte Denovali sul versante modern classical, pianista residente a Berlino, collocabile per stile e portamento (oltre che per origine) nel filone capeggiato da Nils Frahm e Peter Broderick. Della seconda sappiamo in realtà molto poco, se non del suo coinvolgimento nel progetto nato in primis dalla relazione sentimentale con il compositore e della sua evidente abilità nell'assecondare e seguire quest'ultimo nelle sue esplorazioni sonore. “Relive” è l'Ep che segna il primo passo del loro sodalizio artistico, nato in realtà in occasione dell'edizione dello scorso anno del consueto Denovali Swingfest.

Chiamati a prendere parte alla line-up, i due si sono presentati con due brani inediti, costruiti su poche e sporadiche annotazioni pensate come base per divagazioni improvvisate: fra le più applaudite, la loro performance è riuscita a convincere al punto tale da invogliare sia l'etichetta che i due musicisti a riportare il tutto alla dimensione dello studio per poi partorirne un prodotto discografico. E questo è “Relive”, un gioiello della durata di una ventina abbondante di minuti dall'intensità notevole, divisi su due diverse facce. La prima è quella densa e stratificata di “Anouk's Dream”, un quarto d'ora scarso che parte da rarefazioni pianistiche per poi aprirsi a battiti scarni e giravolte in crescendo, prima dell'ingresso della chitarra ad abbassare i toni verso l'epilogo.

“Whatever A Sun Will Always Sing” è invece la metà semplice e spontanea, liquida e scorrevole, con il pianoforte protagonista unico, rasserenato, quasi spensierato, come in una sorta di passaggio dall'autunno alla primavera senza il tramite dell'inverno. Note che scorrono in soluzione di continuità, lasciando da parte ogni forma di ambizione e mirando per direttissima all'emozione, tanto che stavolta non è azzardato il paragone con il miglior Ludovico Einaudi (siamo dalle parti di “Divenire”). Su candide armoniche tutto si conclude com'era iniziato, troppo breve per potersi esaltare, ma abbastanza lungo da lasciarsi alle spalle una promessa concreta, sui due musicisti quanto su un'ennesima annata d'oro per Denovali.

(20/01/2014)

  • Tracklist
  1. Anouk's Dream
  2. Whatever A Sun Will Always Sing
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